BANCA DI CHERASCO

028 - La lunga storia del Museo Archeologico di Caburrum


E’ stato ufficialmente inaugurato il 21 Giugno 2008, ma il Museo dell’Abbazia di Santa Maria di Cavour ha alle sue spalle una storia lunga più di un secolo.
Infatti, già nel 1905, esisteva una discreta raccolta di “oggetti del passato cavourese” meticolosamente ordinati nella casa parrocchiale dall’allora vicario foraneo mons. Bernardo Arato. I reperti, in gran parte di epoca romana, erano piccoli oggetti (anfore, specchietti, monete, vasetti, cocci e frammenti di materiale laterizio), ma, fra questi, vi erano anche sepolture lapidi e cippi funerari. Quasi tutti i pezzi erano atti di donazioni, mentre alcuni, probabilmente, erano stati acquistati o barattati. Mons. Arato li catalogò in un rudimentale inventario, nella cui introduzione si legge il rammarico che non pochi documenti e monumenti del tempo passato fossero andati perduti per colpa dei nostri antenati, i quali erano stati incapaci di salvaguardarli. Auspica anche che, in futuro, ad occuparsene non siano soltanto gli studiosi, ma anche gente comune, gli operai, gli agricoltori.
Negli anni a venire, tutto il materiale rinvenuto in occasione di scavi nel territorio a vincolo archeologico confinante con il complesso abbaziale, viene consegnato alla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte.
Verso il 1970, il vicario di Cavour, Don Mario Amore, consegna al Comune di Cavour tutto il materiale del Museo Parrocchiale di mons. Arato, affinché sia esposto all’Abbazia di Santa Maria (fresca dei grandi restauri del ’64) “…dove i visitatori potranno così prendere cognizione delle origini e della storia di questa terra”.
Incaricata dal Comune, la Procavour, nella persona del compianto cav. Edmondo Destefanis, incomincia un lungo e laborioso lavoro in collaborazione sia per la gestione dell’Abbazia, sia per la realizzazione di un museo nei locali del vecchio e fatiscente monastero. Finalmente, nel 1974, il 1° Museo dell’Abbazia di Santa Maria viene autorizzato dalla Sopraintendenza e aperto al pubblico.
Il resto è storia recente.
Alle soglie del terzo millennio si rendono necessari ulteriori restauri che vengono effettuati sia alla chiesa che al monastero. Ancora una volta i reperti di mons. Arato vengono imballati e trasferiti momentaneamente altrove, in attesa di una ricollocazione del nuovo progetto museale previsto nei lavori di recupero strutturale generale dell’Abbazia. Si lavora febbrilmente per fare in modo che anche i reperti cavouresi conservati minuziosamente nei magazzini istituzionali torinesi possano ritornare nel luogo di origine, aumentando così il materiale espositivo che già esisteva.
Il nuovo MUSEO ARCHEOLOGICO DI CABURRUM (dedicato al municipio romano di FORUM VIBII – CABURRUM, fondato da Caio Vibio Pansa tra il 45 e 44 a.C.) è nato dalla collaborazione tra il Comune di Cavour e la Sopraintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo di Antichità Egizie, grazie al finanziamento del Settore Musei della Regione Piemonte e della Compagnia di San Paolo.
E’ allestito al piano terra del monastero, nei locali dell’antico tinaggio. E’ il primo traguardo di un percorso che, in futuro, si articolerà in varie sezioni, dalla Preistoria al Medioevo, con sussidi didattici che accompagneranno il visitatore nella ricostruzione delle vicende storiche e ambientali di Cavour e della sua Rocca, Riseva Naturale protetta dal 1980.
 
 
 
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