BANCA DI CHERASCO

027 - I biscottini della nonna di Camillo Benso


Era arrivata “d’oltralpe” Francesca Filippina di Sales (1762-1849) ed era discendente di un fratello del celebre Santo. Giovanissima, (aveva solo diciotto anni), accettò in pochissimi giorni il matrimonio combinato dal padre con il non più giovane Giuseppe Filippo Benso (1741-1807), 6° Marchese di Cavour.
Nel Palazzo Cavour a Torino, dove si era trasferita dopo le nozze avvenute nel suo castello di Duingt, sulle rive del lago di Annecy in Alta Savoia, diede alla luce il suo unico figlio, Paolo Michele Antonio (1781-1850), futuro 7° Marchese di Cavour e padre del Conte Camillo.
“Donna di grande animo, …restauratrice provvidenziale delle sorti della famiglia (aveva portato con sé una considerevole dote , ndr) di cui rimase il perno durante la sua lunghissima vita…”, fu scelta anche da Parigi quale Dama d’Onore di Paolina Bonaparte Borghese perché “…signora di antica nobiltà, di preclare virtù, di senno e di tatto squisito…”
Il nipote Camillo la chiamava col tenero vezzeggiativo “Marina”.
Nel bellissimo libro “Il diario intimo di Filippina di Sales Marchesa di Cavour” (ed. Angolo Manzoni), l’autrice, Piera Rossotti Pogliano, riporta una ricetta trovata in un foglietto inserito fra le pagine del diario stesso, forse non scritta di pugno dalla marchesa che, comunque, l’aveva conservata. E’ la ricetta dei biscottini di nocciole che riportiamo integralmente qui di seguito:
 
Biscottini di nocciole.
Pelare le nocciole appena tostate e ben pestare in un mor-
tajo con un pugillo di zuccaro, affinchè non facciano olio;
sbattendole per lo spazio di un quarto d’ora con un’oncia di
farina, tre rossi d’uova e quattr’once di zuccaro fine, aggiu-
gnendovi poi quattro bianchi d’uova sbattuti; mettete la pa-
sta nelle forme di carta fatte in forma di cassa, della larghez-
za e altezza di due dita, unte al di dentro con butirro, co-
prendo poscia i biscottini con zuccaro e facendoli cuocere
lentamente nel forno; quando saranno ben coloriti, levateli
dalla carta che siano ancor caldi.
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