Meirone Massimo

023 - Francesco Toggia, un illustre cavourese sconosciuto


Nato a Cavour il 18 giugno 1752, Francesco Toggia è stato definito “… il più originale, sagace, instancabile scrittore di veterinaria che l’Italia potesse vantare nel XIX secolo”.
Di 11 anni più giovane del Brugnone, frequentò dapprima la scuola veterinaria di Venaria Reale subito dopo la sua creazione, e cioè verso il 1770/71.
Andò poi a studiare in Francia, pare a spese dello Stato.
Al suo ritorno da Lione (1775?), venne impiegato come ippiatra per i quadrupedi di un reggimento di dragoni. Più tardi venne nominato veterinario capo di tutti i cavalli della armata. Verso il 1785, fondò a Trino un ospedale per cavalli ed altri animali domestici, dove venivano ricoverati e curati anche i quadrupedi dell’esercito. A questo stabilimento veterinario da lui diretto solevano accorrere in cerca di una soda istruzione teorico – pratica molti studiosi, attratti dall’alta e ben meritata fama del suo direttore. Quando nel 1800 venne creata la scuola veterinaria del Valentino (quella voluta dai Francesi), il Toggia venne proposto come professore, e la sua clinica di Trino sarebbe dovuta essere trasferita a Torino. Per motivi di contrasto con il Brugnone (insegnante di anatomia), fu invece affidata la direzione della nuova scuola al medico pinerolese Michele Buniva, il quale, legato al Toggia oltre che da molta stima anche da rapporti di collaborazione scientifica, gli affidò l’addestramento alla pratica, nella quale aveva dimostrato di eccellere. Col ritorno dei Savoia, riprese il suo posto di “Direttore Veterinario dell’Armata di S. M. “. Per circa mezzo secolo fu un celebre clinico. Ancora in vita ottenne numerosi riconoscimenti, soprattutto all’estero.
Notevole la sua cultura: mise insieme una ricchissima biblioteca veterinaria che, donata dal figlio alla scuola veterinaria di Torino, andò purtroppo semidistrutta a causa della guerra. Francesco Toggia è autore di una cinquantina di opere, sia in italiano che in francese.
Le più importanti sono:
-         “Memoria sulla moltiplicazione, miglioramento e conservazione della specie bovina, sia nei paesi di pianura che di montagna” (1787).
-         “Sulla ruminazione” (1804).
-         “Dei morbi contagiosi delle bestie bovine”(1805).
-         “Della idrorrachide degli agnellini detta dai pastori “debolezza”(1810).
-         “Trattato di Medicina Veterinaria Legale”(1820).
-         “Intorno al governo delle cavalle pregnanti”(1820).
-         “Saggi di materia medica e farmacologica veterinaria”(1832).

Quest’ultimo lavoro venne pubblicato dal figlio, Francesco,che aveva lo stesso nome del padre e che, che come il padre, seguì la strada della Veterinaria.
Francesco Toggia morì a Torino il 6 Dicembre 1828, a 76 anni.
 
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