Procavour

5) IL NOVECENTO

All'inizio del 1900 la vita di Cavour si basa su due indirizzi economici complementari: l'agricoltura e l'attività commerciale-artigianale, che influenzeranno la trasformazione del centro urbano e del territorio circostante fino ai giorni nostri.
Giovanni GIOLITTI si stabilisce definitivamente nella sua casa di Via Plochiù e va ad accrescere il numero degli illustri che da secoli ormai hanno scelto Cavour come dimora preferita: i Benso, i Peyron, i Buffa di Perrero, i Lupi di Moirano, i Portis, i Bottiglia di Savoulx, ecc.
Quasi tutte le case del centro hanno il piano terra adattato a bottega e, nell'attività agricola, compare la meccanizzazione; il territorio circostante è gradatamente reso irriguo da una serie di canali derivanti dal Pellice e attraverso la trivellazione di pozzi artesiani.
Cavour, centro commerciale, già noto nei dintorni per le sue numerose trattorie (citate anche dal De Amicis ne "Alle Porte d'Italia"), poco alla volta affianca timidamente la vocazione turistica alla gastronomia e la Rocca diventa Parco Naturale Regionale.
I mali della Prima e della Seconda Guerra Mondiale non impediranno un ulteriore sviluppo delle infrastrutture urbane e delle attività economiche.
Dagli anni sessanta agli anni novanta, nascono nuove piazze e collegamenti con le borgate, trasporti e acquedotti, ospizi, nuove strutture scolastiche, restauri all'Abbazia di S. Maria, ristrutturazioni di edifici, creazione di strutture polivalenti per lo sport e per lo spettacolo fino alla pavimentazione di tutto il Centro Storico.
Con TUTTOMELE (1980), inizia alla grande la proiezione verso il futuro di una CAVOUR NUOVA che, con i suoi itinerari turistici speciali, con le sue manifestazioni innovative, è pronta per le sfide del Terzo Millennio.

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