BANCA DI CHERASCO

05 - STORIA DEI MARTINI-FORNERO DI CAVOUR EMIGRATI IN ARGENTINA NEL 1880


Domenica Fornero Mariotta nacque a Cavour (TO) nel 1850 in una famiglia contadina radicata in una frazione confinante con Cavour. I suoi genitori erano Giovanni Battista Fornero e Maria Maddalena Mariotta; i suoi fratelli: Giuseppe, Giovanni, Michele e Teresa (figlia, quest’ultima, del secondo matrimonio di suo padre con Catterina Aimaretto o Imaretto).
Fin dalla sua adolescenza fu persona attiva e di molta partecipazione alla vita comunitaria del suo paese natale, Cavour. Così seguitò nella sua maturità: cantava nel coro della Chiesa di San Lorenzo M. e, poco più che ventenne, partecipò al concorso di Puericultura e Ostetricia che le autorità fecero tenere in Pinerolo per rimediare al grave stato sanitario della popolazione e l’alta mortalità nelle nascite.
Ottenne pure, dalle autorità ecclesiali di Pinerolo, l’autorizzazione per battezzare “in extremis”nei casi di parti critici con pericolo di morte per il nascituro.
Nel aprile del 1876 si sposò con Giuseppe Grosso, nativo di Villafranca Piemonte, che si era stabilito a Cavour in casa dei suoi parenti Martini Grosso con i quali lavorarava. Domenica Fornero Mariotta rimase vedova dopo quindici giorni giacchè Giuseppe Grosso fu assassinato, per errore, mentre usciva da una taverna di Cavour il 25 aprile del 1876. Dal breve matrimonio non vi furono discendenti.
Nel febbraio del 1878 si sposò, in seconde nozze, con Giovanni Battista Martini Depretis (vedovo, a sua volta, di Barbara Negro dalla quale aveva avuto: Giovanni, Secondo e Margherita Martini Negro).
Nel febbraio del 1879 nacque il primo figlio di questo matrimonio: Giovanni Battista Martini Fornero, mio nonno per linea materna.
Secondo testimonianze orali, intorno al 1880 la situazione degli agricoltori del Piemonte era estremamente difficile a causa della caduta dei prezzi dei cereali in tutta Europa, per la chiusura della frontiera ai lavoratori italiani che convergevano stagionalmente nella Provenza francese in tempo di raccolti e anche per la caduta del prezzo della seta.
Tutte queste variabili pregiudicarono grandemente i Fornero e i Martini Grosso (cugini di Martini Depretis) giacchè i medesimi si dedicavano e combinavano tutte queste attività agricole nei loro poderi, in un tempo, per di più, dove i carichi tributari erano assai pesanti poiché le politiche della “unità” avevano scaricato sopra l’agricoltura il carico tributario per il processo di industrializzazione e le grandi opere pubbliche.
Tutto questo portò a che un gruppo di componenti la famiglia Martini di Cavour si decide ad emigrare in Argentina. Questi erano i Martini Grosso ai quali si unì il cugino Giovanni Battista Martini Depretis. Partirono nel 1880 e si sistemarono nella zona di San Carlos Centro e San Geronimo del Sauce in Santa Fe.
Nel 1882 Martini Depetris ritornò a Cavour all’inizio dell’anno e, il 25 settembre, a bordo della vaporiera “Maria”partì nuovamente per l’Argentina portando con sé i figli nati dal suo primo matrimonio: Giovanni e Secondo Martini Negro.
Il 25 ottobre del 1883 ci fu la partenza del gruppo Fornero integrato dal signor Giovanni Battista di 65 anni, i suoi figli Giovanni (Juan) di 24, Giuseppe (Josè) di 22 e Domenica (Dominga) Fornero in Martini di 33 (sposa di Martini Depetris già in Argentina) con i propri figli Giovanni Battista (Juan Bautista) Martini Fornero di 4 anni, Carola Giuseppa (Carola Josefa) di 9 mesi e Margherita (Margarita) Martini Negro di 8 anni (“la biunda”), figlia del primo matrimonio di Martini Depetris con Barbara Negro. Giunsero a San Carlo Centro a fine novembre del 1883.
Da questo punto in poi i Martini Fornero (Juan e sua moglie Dominga con i loro figli Juan Bautista e Carola Josefa, nati a Cavour, e Margarita, Magdalena,Miguel e Alejandro nati già in Argentina) iniziarono un lungo percorso attraverso le provincie di Santa Fe e Còrdoba, condividendo, in qualità di coloni, l’apertura di colonie agricole da parte della “Compagnia di Terra e Colonizzazione”di Josè Bernardo Iturraspé.
Presero parte alla fondazione di Las Colonia y Pueblo Gàlvez (Angélica); Carlos Pellegrini, San Jorge e Los Quebrachitos. In seguito continuarono in altre colonie già fondate precedentemente come Josefina (1909-1911), San Francisco, Colonia el Trabajo, Devoto (tra il 1912 ed il 1921).

Poi continuarono in Pozo de la Rama (Jerónimo Cortez), La Botiya, Pozo del Chajà e, in ultimo, a Paso de Los Gallegos in Villa Concepcion del Tío (tra il 1931 ed il 1960).

In san Francisco Dominga Fornero in Martini, fra il 1898 ed il 1909, lavorò nella maternità di Doňa Dominga Otinetti di Sticca e assistette pure ai parti nella campagna di San Francisco e, pure lì, aveva l’autorizzazione a battezzare “in extremis” giacchè dopo poco che era arrivata in Argentina, questa facoltà le era stata trasmessa per posta dal Vescovado di Pinerolo.
Di spirito cristiano e misericordioso intuiva da vari fatti appariscenti di figli non desiderati dai genitori e, salvandoli dalla morte per abbandono, li conduceva alla casa dell’infanzia della città di Cordòba (si racconta che la stessa avesse un ricettacolo con porta a bilancino, si depositava il bimbo nella culla portatile che scivolava, attraverso una rampa, all’interno di questa casa per l’infanzia e si suonava la campanella).
In un’altra circostanza fece le funzione di giudice conciliatore in un caso in cui il padre non voleva riconoscere suo figlio. Fece togliere le scarpe al padre e al nuovo nato, revisionò e comparò e dopo sentenziò “senza alcun dubbio è figlio suo considerando le linee e le pieghe della pianta del piede” Tutti felici. (“felice e giulivo”).
Questa donna straordinaria condusse la sua famiglia nonostante le difficoltà, giacchè rimase vedova poco prima che nascesse il suo sesto figlio.

PS: l’autrice di questa “Historia”si chiama E. MALVINA LUQUE de SOLARI e vive in San Francisco (prov. Còrdoba – Argentina - ). E’ stata insegnante ma ora è pensionata.
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