BANCA DI CHERASCO

1) LA PREISTORIA

Con l'esaurimento dell'ultima glaciazione (10.000/7000 a.C.) all'interno del sistema alpino si costituiscono le condizioni indispensabili alla vita umana. I nostri progenitori si insediano all'aperto e in ripari naturali più confortevoli, preferibilmente su alture dominanti come la Rocca di Cavour.
Tito Livio (66 a.C.-17 d.C.) nella sua "HISTORIAE.AB URBE CONDITA LIBRI" colloca i Caburriates fra le popolazioni celtiche o celtico-liguri piemontesi sottomesse dai romani nel 179 a.C., ma questo è un avvenimento che non esclude un anteriore lungo processo storico iniziato quasi sicuramente ad opera dei Liguri alcuni millenni prima. I Celti infatti usavano tracciati di itinerari esistiti "da sempre".
Secondo Plinio (23-79 d.C.), i Liguri Vagienni erano stanziati nei territori del Monviso e nella piana del Po. Nella "NATURALIS HISTORIA" ci parla dell'"OPPIDUM VIBI FORUM", collocandone il sito nella zona del "FOROVIBIENSIUM AGRO".
I Celti Caburriates, successori delle primitive tribù liguri, li troviamo citati nei COMMENTARI BELLICI di Caio Giulio Cesare (100-44 a.C.). Egli, infatti, narra delle gesta di due giovani di grande valore ed abilità, figli di CAIO VALERIO CABURO, "ottimate gallico" (principe) che aveva ottenuto la cittadinanza romana in Gallia Cisalpina.
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