Procavour

03 - ANNO 1900 – DALL’ARGENTINA UN EMIGRATO CAVOURESE SCRIVE ALLO ZIO GIACOMO: “non è vero che vanno tutti all’inferno quelli che vengono in mericha”

“Freyre (Cordoba) 30° Año Santo 1900
Carissimo Zio Giacomo
Vi faccio sapere delle mie notizie che grasia à Dio siamo tutti in buona salute come spero di tutti voialtri y mi Cara madrina. Adesso siamo in cinque Vitoria – Eugenia e Teodorina – Luigina e Giusepppe Atonio Bautista. Dos mojer y un Varon.
Sono per farvi una proposta chè e questo voi fareste bene vender tutto poi venire in merica con quello chè avete potete comprarvi 16 concessione. 16 concessione fanno 1280 giornate con quatordici mila e quatro cento lire si paga 1280 giornate di tiera, con questa distanza le galine non vanno più mescolare li uovi.
E una verita che e morto Don odino fetemelo sapere perche e ancora parente di mia moglie.
Perdonatemi voi vi credette che vadano tutti all’inferno queli che vengono in mericha, questo non e vero. Nei cuori dei mericani vie molta divozione lo vedo coi miei propri ochi.
Cada tanto vienen in mia casa i mericani portano delle candelle alla madonna del Rosario di pompei, davanti di fare la oferta singinochiano e Bacciano la tiera dopo fanno la sua oferta io liò chiamato da donde veniva tanta divozione mi anno risposto che li avevano insegnato i frati.
Un merichano mià detto chè siè trovato in pericolo di perdere la sua vita in una grande boschina si è racomandato alla madonna di pompei lo à salvato così mia detto a regalato 2 pessi.
A mio oratorio chè ò in casa anno gia regalato 120 pesos e più.
Dios benediga vosotros y vuestro tan buon Corason.
E dias 25 venticinco noviembre es fiesta grande dia de uir la misa no si puede trabacar (il giorno 25 novembre, festa grande, sentire messa e non si può lavorare – ndr).
Tan bien el dia oco fiesta della virgen Maria , die de uir la misa no si puede trabacar.
Altro mi resta che salutarvi di vivo cuore e sono il vostro nipote Giuseppe”
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