140 - E se il milite ignoto fosse un cavourese?


“Degli oltre 700 mila caduti della prima guerra mondiale – scrive Salvatore Giannella – ce n’è uno che ha unito e unisce l’Italia: il soldato senza nome che riposa nella tomba del Milite Ignoto, all’interno dell’Altare della Patria a Roma...” 
La proposta di scegliere sui luoghi di guerra la salma di un soldato sconosciuto e tumularla nel cuore di Roma, diventa legge l’11 agosto del 1921. L’idea era partita da un ufficiale, Giulio Dohuet, subito dopo la vittoria e, uno alla volta, tutti i Paesi che avevano partecipato alla Grande Guerra (compresa la stessa Germania sconfitta) attuarono il progetto italiano.  
“A Londra, il soldato ignoto inglese – continua Giannella – fu tumulato nell’Abbazia di Westminster, quello francese fu sepolto a Parigi sotto l’Arco di Trionfo, quello tedesco nell’Herenmal a Berlino, il belga davanti alle colonne del Congresso a Bruxelles, l’Americano nel cimitero di Arlington, a Washington”.
In Italia, una commissione di nove membri viene incaricata di cercare nei campi delle principali battaglie, 11 corpi “certamente non identificabili” tra i quali scegliere il soldato da tumulare nella capitale dopo una cerimonia ad Aquilea. 
Vengono scelti i luoghi di Rovereto, fra le Dolomiti, sul Grappa, sul Montello, sul Piave, in camposanti intorno a Cortina, a Udine, sul San Michele presso Gorizia, nel vallone di Castagnevizza sul Carso, infine alle foci del fiume Timavo. 
Com’è noto, la salma del MILITE IGNOTO, scelta fra le undici dalla mamma di un caduto, viaggerà per quattro giorni su di un treno che, da Aquileia, si fermerà a tutte le stazioni per un doloroso corteo fino a Roma, attesa da migliaia di madri e vedove di guerra arrivate dall’Italia intera.  
Un giuramento vincolerà per sempre i nove della commissione a non rivelare i luoghi dei disseppellimenti degli sconosciuti militari e tantomeno di quello della salma prescelta che riposa nel monumento. 
Ogni caduto-disperso può così essere immaginato là, e ogni paese o città ha i suoi caduti-dispersi su quei campi di battaglia, anche Cavour.  
Dalle ultime ricerche di Franco Morina e Franco Allochis se ne rilevano almeno sei:
- CASTAGNO ANTONIO di Antonio, classe 1887, soldato 78° regg. Fanteria, disperso in combattimento sul Carso il 10/10/1916
- PANE PASQUALE TOMMASO di Giuseppe, classe 1893, soldato 74° regg. Fanteria, disperso in combattimento sul Monte Solarolo nel Massiccio del Grappa il 24/10/1918.
- PRIMO CHIAFFREDO di Giuseppe, classe 1891, soldato 244° regg. Fanteria, disperso in combattimento sul Piave il 15/6/1918. 
- BERTOLOTTO ANTONIO di Michele, classe 1894, soldato nella 384° Comp. Mitragliatrici Fiat, disperso in combattimento sul Carso il 24 maggio 1917. 
- BERTONE MICHELE, classe 1897, soldato nella 465 Comp. Mitraglieri  Fiat  del 92° Regg. Fanteria, disperso in combattimento sul Piave il 15 giugno 1918. 
- BERTONE GIUSEPPE, classe 1889, soldato del 74° Regg. Fanteria, disperso in combattimento a Valle Gribba Dosso Faiti (Carso) il 3 novembre 1916.

Sulla bara del Milite Ignoto, La Medaglia d’Oro al Valor Militare, appuntata sulla bandiera personalmente dal re, VITTORIO EMANUELE.
 

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