Procavour

123 - Nelle antiche taverne, caffetterie e vecchie locande di Cavour


Si hanno notizie che già i Principi d'Acaja, nel corso delle loro frequenti visite nel nostro territorio, amassero soffermarsi proprio "presso Cavour" per il pranzo o per piccoli intrattenimenti giullareschi: lo si rileva da alcune note spesa in cui vengono specificati i soldi spesi per pane, vino, galline e capponi, montoni, carni di porco, caproni, carne di pancetta, uova, cacio, etc...
La Locanda dell'Orso Bianco, frequentata anche dal leggendario capitano d'Artagnan, secondo il romanziere Luigi Gramegna, nel XVI secolo, sorgeva ai piedi della Rocca, mentre le cronache dell'epoca parlano di un assassinio avvenuto nel 1798 "nell'osteria esercita da Giuseppe Buffa".
Nel 1808, l’auberge de la Croix-Blanche viene citato fra i 68 edifici danneggiati dal terremoto che coinvolse Cavour e tutto il pinerolese.
Un'usciaccio introduceva al Persico Reale, mentre alla Corona Grossa, nel 1926, grande pranzo degli Alpini organizzato dal socio Luigi Martina. Il Ristorante del Peso era quello  frequentato dal benemerito maestro Giacomo Serassio e nel Ristorante del Giardino, nel 1955, la prima Festa del Fiocco Rosa, dedicata alle famiglie con sole figlie femmine. La Trattoria Cernaia (i tre scalin) era sul piazzale del Gerbido, poco distante da La Verna Nuova dove fu prelevato dai tedeschi Alfredo Sforzini, partigiano, M.O. al Valore Militare. La Locanda del Tramway era lungo il tragitto della tranvia Pinerolo-Saluzzo (attiva dal 1881 al 1935), mentre nella Caffetteria-Confetteria Goytre fu garzone per tre anni il giovane Bartolomeo Vanzetti. E poi ancora la Trattoria Nazionale, il Caffè Ristorante della Campana, l'Albergo Tre Corone, il Caffè del Teatro e il Caffè Ligure (alla stazione del tram), l'Osteria sulla Rocca (immobile già proprietà dei Benso),  il Caffè Conte di Cavour, il Caffè Sociale, La Tampa (con una delle poche sale da ballo a Cavour), il Caffè della Fontana e l'Hotel Rocca dove, per il carnevalone, si teneva la "cena della Cappellina" del "Circolo Unione".
Da Marinot, Augusto de "I Nomadi" (presenti a TUTTOMELE nel 1986)  ha lasciato una dedica in cui fra l'altro si legge "... forse in questo posto Carlo e Diana, o Pippo e Katia ecc... non verranno mai... ma non sanno quello che si perdono!", mentre la mitica Locanda La Posta o dei Grassoni (ex Posta Reale) era stata definita da Mario Soldati "...un posto dove si rivive l'atmosfera magica subalpina, un pezzo di storia piemontese rimasta intatta, con squisitezze che non si improvvisano, ma che sono frutto della tradizione...". Fu frequentata fra gli altri dai Benso e dai Giolitti, da Edmondo de Amicis, da Guglielmo Marconi e da Umberto Agnelli, dai reali del Belgio e da Umberto di Savoia con Maria Josè. Dalla camera del secondo piano della vecchia sede della Locanda, nel 1804, l'abate Vassalli Eandi, con l'altimetro da lui ideato, misurò per primo l'altezza della Rocca. Qui, nel 1947, nascerà il primo "Pranzo dei Grassoni". 

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