121 - C’era una volta a Cavour l'Istituto femminile “S. Giuseppe” Cottolengo


Su l’Antenna sulla Rocca, nel centenario della nascita dell’Istituto, avvenuta nel 1854, si legge: “Alla morte del Vicario Don Dassano, veniva eletto a succedergli Don Ignazio Rovei, il quale aveva conosciuto a Rivoli, dove risiedeva, la signora Giuseppina Vassallo, che si occupava con amore dei poveri. Il Vicario Rovei, avendo notato in Cavour lo stato di abbandono e di ignoranza di molte povere figliole, alcune delle quali deficienti, costrette dalla mancanza di lavoro, o per le abitazioni insalubri, a trascorrere la maggior parte del tempo sulla strada, nell’ozio o nell’accattonaggio, chiamò nello stesso anno la signora Vassallo, affidandole il delicato incarico di occuparsi di quelle infelici, col raccoglierle in una casetta molto povera e a un sol piano.

Era il granello di senapa che doveva germogliare e crescere in albero rigoglioso.

La Vassallo si mise coraggiosamente all’opera. Da principio la povertà dominava sovrana, ma anche allora la Divina Provvidenza non mancò mai e ai soccorsi del Vicario e del Clero si aggiunsero tosto quelli di più persone.

Nella casa della Vassallo, le figliole meno deficienti venivano occupate nei lavori di cucito, ma questo non bastava per la loro educazione e formazione, e si sentiva la necessità di una scuola speciale, affinchè imparassero a leggere e a scrivere. Si adattò dunque una camera dove una suora del Cottolengo in forza all’ospedale, Suor Gualberta, si prestò anche a far da maestra ritornando però dai suoi malati nel tempo libero..."

"Nel 1884 - scrive Felice Alessio in “Memorie civili e religiose di Cavour”

1913 – il Cottolengo di Torino prese la direzione della struttura su invito della Vassallo...". Erano infatti aumentate di molto le ricoverate e occorrevano altre suore per i vari servizi, così come occorreva ampliare la casa per poterle ospitare. “Ad ampliare i locali e a coadiuvare l’opera – continua Felice Alessio – concorsero il vicario Vignolo, il Sacerdote Chiaffredo Mattalia e il cav. Teologo Cristoforo Boyer. Al presente (anno 1913, ndr) accoglie sessanta figlie e quaranta cronicitra uomini e donne, ed oltre alla scuola delle bambine di cui già si è parlato, aprì pure l’istituto in laboratorio per lavori femminili, di cucito, di ricamo, ecc… per le fanciulle del villaggio..."

Nel 1922, il Barone Leopold Maurice, erede dei Benso e allora proprietario del mulino cosiddetto “di Villa”, rinnova l’autorizzazione al Comune di Cavour affinchè

“conceda ancora all’Ospizio di San Giuseppe di derivare una piccola quantità d’acqua ad uso lavanderia dal bedale detto “dei Mulini” alquanto a monte del mulino…”, cosa che comunque avveniva già da trent’anni.

Fra il 1931 e 1935 viene effettuato l’ampliamento dell’ospizio con l’abbattimento di vecchie strutture esistenti verso il piazzale della chiesa parrocchiale: tra le due ali dell’edificio viene anche costruita la chiesa dedicata a San Giuseppe Cottolengo. Nel 1954 partecipano fra gli  altri al primo centenario  della Fondazione dell’ospizio di San Giuseppe Cottolengo di Cavour il Vicario Don Mario Amore, il sindaco di Cavour, Rivoira, l’On.le Emanuela Savio.

Sull’Antenna della Rocca del 1957 si legge che un gruppo delle numerose ragazze dei corsi di cucito, taglio e ricamo dell’Istituto, come premio parteciparono ad una gita-pellegrinaggio a Roma.

L'Istituto femminile San Giuseppe di Cavour è stato chiuso negli anni ‘80. Al suo posto, dal 1996, la “Casa di Riposo San Lorenzo”, struttura privata che però mantiene tra le sue ali la chiesa consacrata a San Giuseppe Cottolengo. Nel 1998 vi è stato inaugurato il nuovo altare alla presenza fra gli altri del Vescovo di Saluzzo Mons.Bona.

La Signora Vassallo e Suor Gualberta riposano nel Camposanto di Cavour insieme con molte altre Suore Cottolenghine a cui la Pro Cavour ha voluto assegnare nel 1995 il Premio “AMORE PER CAVOUR”.

A Cavour è anche sepolto Don Giovanni Saroglia, Rettore, "per quasi trentotto anni nel servizio dei poveri e della gioventù femminile del Cottolengo".

Nel 1990 è pervenuto alla Pro Cavour un libro intitolato “Non Solo Lacrime” scritto da Rosa Lombardi con la seguente dedica “Alla Pro Loco di Cavour- Ogni pensiero, ogni sentimento sarà e resterà come ricordo di una orfanella del Cottolengo di Cavour, che studiò e visse sette anni in questa bella cittadina”. Anche la Casa del Santo Cottolengo, nata a metà degli anni ’20 come “Ospizio degli Uomini” nell’antico fabbricato del lascito Ribotta e nell’immediata periferia di Cavour verso Bibiana, è stata chiusa all’inizio degli anni ’90 per adeguamenti alle norme igieniche e di sicurezza richieste dall'allora USSL. Ristrutturata nel 1960 era stata dotata anche di un reparto femminile e di una chiesa pure intitolata a San Giuseppe Cottolengo.   

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