Glorioso

119 - PALAZZO LASCARIS E I BENSO DI CAVOUR


Tra il 1663 e il 1665 il Conte Beggiami di Sant’Albano faceva costruire il palazzo attribuito ad Amedeo di Castellamonte. Nel 1674 l’edificio passa a Gabriella di Marolles, che, nel 1720, lo cede al Marchese Carron di San Tommaso.

Nel 1803, l’ultima erede dei Carron sposa Agostino Làscaris e da allora l’edificio prende il nome che conserva tuttora. I nuovi proprietari vantavano un nome di origine greca perché il loro capostipite, Guglielmo Pietro dei Conti di Ventimiglia, nel 1263, aveva sposato la figlia di Teodoro II Lascaris, imperatore di Nicea. Il Marchese Agostino Làscaris fu un personaggio di rilievo nell’800 e fu anche Presidente della Regia Accademia delle Scienze.

L’unica figlia, Adele Làscaris, nel 1826, sposerà Gustavo Benso 8° Marchese di Cavour,  fratello di Camillo, ma morirà sette anni dopo, dando alla luce il terzogenito Ainardo.

Il palazzo passa ai Benso di Cavour, e, nel 1861, viene dato in affido al Ministero dell’Interno, “ad uso del Consiglio di Stato” dal Marchese Gustavo.

Alla morte di Gustavo (1864), l’edificio passerà alla figlia Giuseppina, andata sposa al Marchese Cesare Alfieri di Sostegno, che nel 1883, lo rivenderà al Banco di Sconto e Sete.

Fra le sue antiche mura, nel 1899, sarà firmato l’Atto di Costituzione della FIAT.

Distrutto per Un terzo nel bombardamento del 13 luglio 1943, passerà alla Camera di Commercio di Torino e quindi alla Regione Piemonte.

In un discorso tenuto alla Facoltà di Lettere dell’Università di Torino, il Marchese Gustavo Benso di Cavour, così ricordava la prematura scomparsa della moglie, (avvenuta nel 1834) che gli aveva provocato nell’anima una crisi esistenziale profonda (lei aveva 29 anni):” Giovine ancora, fui colpito da una di quelle amarissime disgrazie che sconvolgono il senso della nostra vita, e ben sovente imprimono al pensiero individuale una nuova direzione. Una benefica esperienza, (cercò conforto negli studi filosofici, in particolare metafisici, e di filosofia morale, n.d.r.) mi insegnò che a temprare un acerbo dolore, altamente giovano le filosofiche considerazioni, le quali distolgono l’animo dal soverchio nutrirsi del pensiero della straziante realtà, e l’introducono nelle serene regioni dell’immutabil vero…”

Nel 1848, aveva perso anche il primogenito Augusto, morto a 20 anni a Goito, nella 1° Guerra d’ Indipendenza. Augusto sarebbe diventato il futuro Marchese di Cavour, titolo che passò invece al fratello Ainardo.

Palazzo Làscaris, dal 1979, è sede del Consiglio Regionale del Piemonte.

Condividi questa pagina su