Meirone Massimo

116 - SAN SEBASTIANO, IL PILONE DI CAVOUR E LUIGI EINAUDI


Il Pilone di San Sebastiano fu “rifatto in opere murarie” dall’allora capo muratore del Comune Giuseppe Bruno, nell’anno Santo 1950.
Benefattore fu Imberti Michele, mentre il pittore che lo decorò nel 1956 fu il villafranchese Mattia Fassi.
Già nel 1600, nella stessa zona di Cavoretto, dalla relazione della visita apostolica di Mons. Beggiamo, si apprende che esisteva una cappelletta dedicata al Santo, confermata nel 1752 (visita apostolica dell’Arcivescovo di Torino, Mons. G.B.Roero) e, nel 1776 (visita apostolica di Mons. Francesco Rorengo di Rorà). La cappelletta “…un po’ piccola, ma sufficientemente decorosa…” risultava proprietà di Antonio Simondi di Cavour, “…sul confine delle case, nella regione di levante”.
E‘ possibile  che fosse ubicata dove poi venne costruito e poi ricostruito il pilone che mantenne l’intitolazione al Santo così come la strada che lo ospita.
San Sebastiano vi è raffigurato sullo sfondo dalla catena alpina con il Monviso: è legato ad un albero  ed è trafitto da frecce così come vuole la tradizione, anche se forse è poco risaputo che il Santo sopravvisse a questa tortura, riprese la predicazione e in seguito morì per flagellazione.
Il pilone, di stile neo-classico e a pianta rettangolare, è uno dei 35 censiti nel territorio cavourese in occasione del Giubileo dell’Anno 2000.
E’ stato adottato dalla Casa Editrice Einaudi per la copertina del libro dedicato al Piemonte, nella collana “STORIA D‘ITALIA-LE REGIONI”. Forse per dare continuità ad antiche devozioni della famiglia Einaudi?
Un grande quadro raffigurante San Sebastiano era posto dietro la scrivania di Luigi Einaudi quando era Governatore della Banca d’Italia. “Il quadro – ci dice Roberto Einaudi, Presidente della Fondazione Einaudi – è rimasto nello studio del Governatore della Banca d’Italia fino a qualche anno fa, e, per la mostra “L’eredità di Luigi Einaudi”, l’originale è stato esposto in giro per l’Italia nella ricostruzione dello studio com’era al tempo di Luigi Einaudi…”.
Sappiamo che Giulio Einaudi fondatore della Casa editrice, già dagli anni trenta del ‘900, anche in compagnia di Cesare Pavese, frequentò Cavour ospite di Antonio Giolitti nella villa ai piedi della Rocca, così come pure visitò Cavour il Prof. Luigi Firpo che a metà degli anni ’60 fu tra i promotori della Fondazione Einaudi: chi suggerì la scelta del pilone cavourese per la copertina di quell’importante libro?...............................................................................
Il pittore Mattia Fassi si è spento nel 2006, all’età di novant’anni. Ha lasciato oltre 700 opere raccolte in un primo tempo nella pinacoteca “Margherita” di Villafranca Piemonte (intitolata alla moglie) e attualmente esposte in modo permanente nella galleria d'arte contemporanea "Fassi Art Concept", a Torino, in Via Giulia di Barolo. Molte sono le chiese del pinerolese abbellite con i suoi interventi (vetrate, dipinti e affreschi).
Il pilone di San Sebastiano è stato restaurato nel 2002 con fondi raccolti dalla sezione di Cavour dell’Associazione Nazionale Alpini.   
 

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