Locanda La Posta

109 - Il Palazzo dei Buffa di Perrero


Questo edificio è fra le “belle palazzine” che l’architetto Amedeo Grossi, all’inizio del 1800, descrive nella “Corografia della Città e Provincia di Pinerolo”.
La nobiltà dei BUFFA, famiglia antica con radici a Pinerolo, Cavour, Bibiana, e notizie certe a partire dal 1300, sarà arricchita dal titolo di “Conte di Perrero” conferito da Re Vittorio Amedeo III, nel 1787, a LUIGI MATTEO DOMENICO (1758-1817), cavourese di nascita come già il padre, GIOBATTA DOMENICO (1736-1757) e il nonno GIOVANNI MATTEO (1697-1759).

Luigi Matteo fu un personaggio importante che seppe accattivarsi la fiducia dei suoi predecessori, tanto da essere designato erede universale da alcuni di loro.

Fra questi ci fu lo zio GIOVANNI BATTISTA (1739-1779), (fratello del padre e, fra l’altro, anche direttore dell’ospedale locale) che negli anni 1773/1774 acquistò a Cavour “una casa civile con sue pertinenze” da Giambattista Marentino fu GianMichele di San Secondo, residente a Cavour, “…questo caseggiato – si legge su documenti in copia gentilmente concessi da PIER GIOACHINO BUFFA DI PERRERO – tra via della Croce (ora via Buffa di Perrero, ndr) e il Gerbido, era composto di sei camere al piano terreno con porticato verso giorno e con cantina sottostante, di sei camere al primo piano con anticamera e corridoio verso giorno, di otto camere al secondo piano con piccolo camerino e corridoio anche verso giorno, pozzo d’acqua viva sotto la colmata, corte, rimessa, altra colmata, scuderia anche al piano terreno e cantina anche sottostante alla rimessa e colmata, granaio a questa superiore e fienile sopra la scuderia, il tutto aperto a lavagne, due piccole colmate nella corte rustica e giardino. L’altro caseggiato, a ponente di quest’ultimo, composto di bottega, retrobottega con forno a piano terreno, di due camere al primo piano, di stalla verso ponente e di fienile superiore in pessimo stato”.

 

Luigi Matteo Domenico, 1° Conte di Perrero, ereditò quindi questa casa dallo zio GIOVANNI BATTISTA e qui, nel 1823, il figlio primogenito, Giovanni Battista Domenico (1780-1849), 43enne, risulta essere dimorante, con tutta la sua numerosa famiglia e prole (6 femmine e 2 maschi).

 

In seguito tutto il patrimonio (compreso il fondo di Perrero e la proprietà di Babano, acquistata verso la fine del 1700) sarà diviso in lotti fra i vari componenti della famiglia da cui partirà la linea primogenita col succitato GIOVANNI BATTISTA DOMENICO (1780-1849) e quella secondogenita con GIOBATTA VITTORIO (1788-1858).

 

Il muro a ponente del giardino del Palazzo Buffa di Perrero, quello che costeggia l’attuale Gerbido, nel XV secolo, formava la cosiddetta “Porta di Barge” ed era parte integrante delle mura medievali che circondavano il borgo di Cavour (vi si nota ancora un piccolo tratto dei caratteristici “merli”)

La parte del caseggiato che si apre su via Conte di Cavour fu, invece, sede della casa parrocchiale, prima che, nel 1804, il Teologo Don Giuseppe Pollano (vicario di Cavour dal 1798 al 1833) facesse edificare quella, più consona al suo ruolo, adiacente alla Chiesa. Il portoncino della ex-casa parrocchiale sarà in seguito l’ingresso ufficiale del Palazzo fino ai primi decenni del novecento.

Sul lato della via principale (via Giolitti) una lapide apposta nel 1919, ricorda l’estremo sacrificio di CARLO ALFONSO (1867-1916), Tenente Colonnello degli Alpini, caduto sul Carso durante la Prima Guerra Mondiale e decorato di Medaglia d’Oro al Valore Militare. A lui è dedicata una delle vie che circondano l’edificio e sempre a lui è dedicato il gruppo cavourese dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA) che, dal 1985 al 1988, ha avuto sede nel palazzo stesso, prima di essere trasferito definitivamente nei locali degli ex-bagni pubblici.

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