Cavourese

105 - Cavour 1952: i busti del Conte Camillo e di Giolitti inaugurati alla presenza di Einaudi


Sessant’anni fa grande e spontanea fu la manifestazione popolare per i due statisti “…accomunati dall’amore incrollabile per la libertà e l’avversione per i privilegi” come disse l’on. Villabruna nella sua orazione.

L’inviato speciale de “LA STAMPA” presente alla cerimonia il 27 settembre 1952, così descrisse la cerimonia:

“Il Presidente della Repubblica, i rappresentanti del Senato e della Camera, molti parlamentari e personalità della politica e della cultura, hanno assistito oggi all’inaugurazione di due busti di bronzo-opera pregevole dello scultore Alloati – di Camillo Benso e di Giovanni Giolitti.

 

Poche manifestazioni hanno avuto minor aspetto di fredda cerimonia ufficiale, e maggior carattere di cordiale, sentita, popolare spontaneità. La gente di Cavour aveva imbandierato tutte le finestre e si era riunita in piazza Sforzini. In attesa dell’arrivo del Presidente, mentre il vento si divertiva a far cadere prima del tempo i drappi che coprivano i due busti, una banda degli alpini alternava ritmi di polca e mazurca a marce militari.

 

Nello spazio riservato alle autorità, era un ripetersi di cordiali saluti ad ogni arrivo. Erano venuti parlamentari di ogni paese e di ogni regione: il ministro Pella per il Governo, On.li Bertone e Giulio Pastore per il Senato e la Camera, i Sen.ri Frassati, Porzio, De Caro, Romita, Bovetti, Giua; gli On.li Chiaramello, Colaianni. Geuna. Facevano un po’ gli onori di casa i membri della famiglia Giolitti e in particolare il figlio, avv. Giuseppe e il nipote, On. Antonio. Era presente la marchesa Margherita Visconti Venosta, discendente di Cavour (dei Benso, ndr).

 

Rendeva gli onori uno squadrone di dragoni del “Nizza”.

Insieme allo squillo di tromba e alle note della banda, un affettuoso cordiale battimani ha salutato l’arrivo di Luigi Einaudi.

Il Presidente veniva avanti lentamente circondato dalla folla tra la quale era pronto a riconoscere i vecchi amici, a stringere mani (particolarmente affettuoso fu il suo incontro coll’antico compagno di studi avv. Bonaudo, cieco).

Appena finalmente il sen. Einaudi giunge sul palco, il sindaco di Cavour, geom. Rivoira, gli porge il saluto e il ringraziamento dei suoi concittadini. Poi, con parole semplici e appropriate, dice del significato della cerimonia che, attorno al monumento dei Caduti, in una piazza intitolata a un Martire della Libertà, vede raccolto tanto popolo e tanti suoi rappresentanti, a ricordare insieme il conte Camillo Benso di Cavour e il Cavalier Giolitti, per quarant’anni consigliere del Comune.

Oratore ufficiale è il segretario del partito liberale, avv. Bruno Villabruna. Accennato brevemente alla gigantesca opera del Cavour,… l’On. Villabruna indica  gli elementi comuni ai due statisti: fede incrollabile nella libertà, avversione per le classi reazionarie e per i privilegi di casta, riconoscimento dell’indispensabile separazione tra le prerogative dello stato e della Chiesa, sforzo instancabile nel curare l’assestamento delle pubbliche finanze e nel dare incremento ai fattori della produzione in quanto condizioni essenziali per il progresso e il benessere sociale. ….Camillo Benso, il tessitore dell’Italia risorta nella sua indipendenza e unità, Giolitti tessitore di una nuova Italia fondata sui principi della giustizia sociale.

Tra i calorosi applausi il Presidente Einaudi e le altre autorità si sono congratulati vivamente con l’oratore…

La cerimonia è durata meno di un’ora. Il Presidente avrebbe dovuto ripartire subito da Cavour, ma ha invece accettato l’invito di sostare brevemente nella villa dell’avvocato Peyron, sindaco di Torino. Dopo un rinfresco, egli si è recato nella casa che fu ed è dei Giolitti (Casa Plochiù, ndr), e dove si è trattenuto più a lungo con i familiari. Lo guardavamo intrattenersi davanti ai cimeli di Giovanni Giolitti e ci veniva in mente un passo del discorso pronunciato poco prima dal Ministro Pella che aveva indicato in Luigi Einaudi il terzo della triade di grandi statisti piemontesi che saranno ricordati e onorati nella storia d’Italia” G. Giovannini.

 

L’idea di onorare a Cavour la memoria dei due uomini insigni con un monumento era nata un anno prima, poi il Consiglio Comunale aveva deliberato di collocare i loro busti sulla facciata del Municipio. “A questo scopo – si legge su Il Corriere Alpino del 25 settembre 1952 – si costituì un Comitato d’onore, presieduto dal Presidente della Repubblica, e un Comitato Esecutivo presieduto dall’Avv. Mario Risso, col Cav. Geom. Carlo Perassi, vicepresidente, ed il Geom. Walter Ponte, segretario. L’esecuzione dei due busti fu affidata allo scultore torinese G.B. Alloati, noto come autore d’un analogo busto  già offerto personalmente a Giolitti (quello del cortile di Casa Plochiù-Giolitti, ndr).

Le epigrafi furono dettate da Benedetto Croce (ministro della Pubblica Istruzione nell’ultimo governo Giolitti, ndr).

 

L’On. Villabruna fu designato oratore ufficiale alla cerimonia”.    

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