Pasticceria Artigiana

4) PRINCIPALI AVVENIMENTI STORICI E CURIOSITA' SULL'ABBAZIA DI S. MARIA

L’Abbazia di S.Maria: principali avvenimenti storici e curiosità dalla sua fondazione ad oggi

Sec. X - La primitiva chiesa, forse priorato benedettino o agostiniano, viene distrutto dai cosiddetti “saraceni di Frassineto”
Sec. XI  - Nella Contea di Torino vengono fondate le abbazie benedettine di Susa, Cavour e Pinerolo. Preesistevano quelle di Novalesa, di S. Michele della Chiusa e di Vezzolano.
1037  - L’Abbazia di S.Maria di Cavour venne fatta edificare nel 1037 da Landolfo Vescovo di Torino che la dotò di numerosi beni e possedimenti, creando così un nuovo centro di controllo del dominio vescovile nella zona a sud di Torino, coll’intento dichiarato di assolvere i propri doveri pastorali. Fu questa la sua ultima opera edificatoria. Con l’occasione, forse anche con il presentimento della sua prossima fine (morì infatti nel 1039), fece redigere il suo “testamentum” in cui parla anche della fondazione del monastero cavourese: è questo il documento ufficiale che attesta la nascita dell’Abbazia di S. Maria.
1041  - La contessa Adelaide, insieme con i Signori di Fenile, concede al monastero di Cavour una derivazione d’acqua dal fiume Pellice (sistema irriguo usato ancora oggi, dopo mille anni).
  La politica di Landolfo sarà continuata dai suoi successori che, accentuando sempre di più i possessi intorno a Cavour, creeranno un valido contraltare alla crescente potenza dell’abbazia adelaidina di S. Maria del Verano di Pinerolo, di fondazione di poco posteriore.
1162  - Federico Barbarossa assoggetta l’Abbazia alla Chiusa di S. Michele.
Sec. XIII  - Tutta la comunità cavourese trae beneficio dall’Abbazia, ritenuta centro di espansione culturale. Inizia però la contesa tra il Vescovo di Torino ed il Monastero della Chiusa di S. Michele (appoggiato questo da Amedeo V di Savoia). Inoltre, concetti dettati dalle regole francescane e domenicane, come la religiosità aperta alla fratellanza, la povertà evangelica e la predicazione si sostituiscono al misticismo “chiuso” dei monasteri: cause economiche quindi, ma anche cause di indole religiosa incominciano a sminuire gradatamente l’importanza e l’autorità dell’Abbazia, che già nel XIV secolo, va verso un generale stato di decadenza.
Sec. XV  - Viene convertita in Commenda Abbaziale da Amedeo VIII (Felice V).
  In questa fase intermedia fra quelle accertate per la chiesa, è probabile che sia stata costruita la parte alta del campanile, sul basamento di una possibile torre campanaria preesistente. Questa ipotesi si baserebbe, oltre che sulla tipologia della bifora in cotto della cella campanaria, anche e principalmente sullo stemma inserito in essa, appartenente ai Bernezzo di Vigone, abati nella seconda metà di questo secolo.
1482  - Viene unita alla Mensa Arcivescovile di Torino dal Cardinale Domenico della Rovere.
1584  -   Visita pastorale di Mons. Angelo Peruzzi, Vescovo di Sarsina: nella relazione si legge, tra l’altro, che la chiesa è a tra navate, con archi e molti altari. In particolare, l’altare maggiore si dice situato “nella cappella tutta dipinta”, mentre viene denunciato un generale degrado nella struttura e negli arredi. I monaci sono solo sei e l’abate, commendatario, da tempo risiede altrove.
  In Francia continua la guerra civile fra il re, Enrico III, e la Lega Cattolica guidata dal Duca di Guisa. Carlo Emanuele I, Duca di Savoia, si schiera con la Lega e sta combattendo con le sue truppe nella Francia del Sud.
1592  - Enrico IV (in questo momento ugonotto, dopo aver cambiato già due volte religione) crea un fronte di guerra nel pinerolese con un esercito guidato dal suo luogotenente Francesco de Bonne, Duca dei Diguières. Lo scopo è quello di obbligare Carlo Emanuele I a tornare a combattere sul suolo piemontese. I francesi, occupate Pinerolo e Bricherasio, si dirigeranno su Cavour assediando e costringendo alla resa le guarnigioni sabaude del castello. Seguirà il saccheggio e la devastazione del borgo, dell’abbazia di S. Maria e di tutte le altre chiese che saranno profanate e seriamente danneggiate. Le reliquie di S. Proietto, conservate nella cripta, saranno disperse.
1601  - Il monastero è molto mal ridotto.Viene rifatto il tetto del campanile che risulta privo di campane (una è stata fusa per l’artiglieria “dall’Aldighiera” – così viene citato dai monaci il Lesdiguières – e l’altra verrà recuperata anni dopo a Luserna). Per chiamare i fedeli a raccolta viene usato un corno.
1690  - Un secolo più tardi, un altro francese, il generale Nicolas de Catinat, nel quadro delle vicende belliche di Casa Savoia con Luigi XIV, distruggerà Cavour, atterrando quasi definitivamente le strutture restanti dell’Abbazia.
1719  - Mons. Paolo Coardi, abate commendatario dell’Abbazia, promuove la compilazione del “Cabreo dell’Abbazia di S. Maria di Cavour” (misurazioni dell’arch. Carlo Antonio Castelli). Fra l’altro fornisce la chiesa anche di due campane nuove.
1779  - Dopo un lungo viaggio “per mare e per terra”, vengono ospitate momentaneamente presso l’Abbazia le reliquie di Santa Vittoria (ottenute da Papa Pio VI), in attesa della sua definitiva collocazione nella chiesa dei SS. Nomi di Gesù e di Maria.
1780  - Il progetto di “restauratione”, sulle misurazioni dell’arch. Castelli, viene anche seguito dall’arch. Giacomo Maria Contini, che dà all’Abbazia pressappoco l’aspetto che conosciamo oggi, con il recupero della parte orientale della chiesa romanica che viene trasformata in chiesa barocca con pianta a croce greca. É in questo momento che sui capitelli compare lo stemma di Casa Savoia.
1803  - Viene soppressa da Pio VII in accordo alle disposizioni napoleoniche.
1817  - Fu “ristabilita” per volere di Vittorio Emanuele I.
1853  - Michelangelo Vacchetta, dopo Andrea Palazzi (1818) e Ottavio Moreno (1837), risulta essere l’ultimo Abate commendatario dell’Abbazia S. Maria di Cavour.
1867  - Viene definitivamente soppressa in ottemperanza alle leggi che aboliscono le congregazioni religiose con conseguente vendita all’asta dei loro superstiti beni.
1905  - L’altare della cripta, formato da tre basi di colonne romane, viene smontato alla ricerca di eventuali reliquie che, secondo tradizione, vi dovrebbero essere state depositate. Agli albori del cristianesimo, la tomba di un martire spesso serviva da altare: questa consuetudine aveva fatto sì che, già verso il VI secolo, non si concepisse più la consacrazione di un altare senza la reliquia di un martire disposta nella cosiddetta “pietra sacra” incassata nella tavola di legno o di pietra della mensa eucaristica.
Alla presenza, fra gli altri, di Mons. Arato (Vicario Foraneo di Cavour), del prof. Felice Alessio (autore di "Memorie Civili e religiose del Comune di Ca­vour") dell'avv. Orazio Roggiero (scopritore della cosiddetta “lapide di S. Proietto”), degli storici Carlo Patrucco e Ferdinando Gabotto, e del prof. Ales­sandro Portis (paleontologo), viene scoperta, fra la base superiore e quella media, una piccola teca senza alcun sigillo o segno grafico, contenente fram­menti ossei e piccoli pezzi di spugna annerita. Da un lato una targhetta di piombo corrosa dal tempo, sulla quale probabilmente si leggeva la "notitia" riguardante il martire a cui appartenevano le reliquie: forse S. Proietto? Si è appreso che queste reliquie, disperse dal Lesdiguières del 1592, furono in parte recuperate dai monaci, ma non sappiamo se quella possa essere stata la loro nuova ubica­zione. La teca venne comunque portata nella casa parrocchiale, dove fu ulterior­mente visionata e riposta con il sigillo parrocchiale. Attualmente è conservata al Museo d’Arte Sacra Parrocchiale di Cavour.
1949  - La chiesa viene donata dal proprietario, sig. Barotto Michele, al Comune di Cavour. Negli anni successivi l'Amministrazione Comunale acquista per 25 mila lire altre parti del complesso abbaziale nell'intento di porre le basi per la salvaguardia del pregevole monumento e sensibilizzare futuri restauri.
1955 -   Il Comune segnala alla Soprintendenza ai Monumenti del Piemonte lo stato deplorevole di abbandono dell’Abbazia e chiede un sollecito intervento.
  Dopo una perizia preventiva di massima eseguita dalla Soprintendenza, in Consiglio Comunale si decide di intervenire per fare eseguire le opere più urgenti e non rimandabili al fine di scongiurare crolli e rovine: per questo si chiede aiuto anche a enti pubblici torinesi, a ditte ed imprese locali e a privati.
1962  - Sotto l’amministrazione del Rag. Silvio Fenoglio (sindaco di Cavour per la 1^ volta dal 1960 al 1964) iniziano i lavori di ristrutturazione che comprendono il rifacimento del tetto, il consolidamento delle volte della cripta, con getto di soletta armata poggiante sui muri perimetrali, in modo da sollevare da ogni sollecitazione le volte e le esili colonne di pietra. L’attuale accesso ai sotterranei viene ricavato con la rimozione della prima campata barocca, riscoprendo così parte dell’antica pavimentazione landolfiana in lose di pietra e il fronte della cripta stessa. L’ingresso della chiesa, essendo per questo diventata impraticabile la parte principale della facciata, viene spostato nel lato meridionale.
1964  - L'Abbazia di S. Maria torna al suo antico splendore e viene riaperta al pubblico e al culto dopo anni di sofferte ricerche di fondi e di lavoro di restauro (quest'ultimo a cura della Soprintenden­za ai Monumenti, nelle persone dei prof. arch. Umberto Chierici ed Ercole Checchi). Il 6/9/1964 avviene l'inaugurazione e l'orazione ufficiale viene tenuta dall'avv. Amedeo Peyron (già sindaco di Torino e cavourese di adozione) che fra l’altro dice: “… Landolfo l’aveva fondata perché qui si lavorasse e si pregasse: qui nuovamente si lavorerà e si pregherà…”.
Anche il monastero è stato acquistato dal comune ed inoltre si realizza il viale di accesso ed il piazzale antistante. Durante i lavori, vicino al cancello, verso la strada di Saluzzo, a 2 m di profondità, vengono rinvenuti 2 frammenti di pozzolana con resti di decorazione colorata (cm 30x40 ca) ed inoltre un selciato compatto, costruito a regola d'arte con pietre verosimilmente di colore bluastro. A pochi giorni dall’inaugurazione l’Abbazia viene scelta come sede di studio del 32° Congresso Storico Subalpino e del 3° Convegno di Storia della Chiesa in Italia. Fra gli altri sono presenti Mons. Macarrone della Sacra Congregazione del Concilio e S.E. il Cardinale Albareda, monaco benedettino e già Prefetto della Biblioteca Vaticana. Anche la principessa Paola di Liegi, ospite a Campiglione del Marchese di San Germano, visita, per l’occasione, l’Abbazia.
1968 -   La Pro Loco di Cavour, richiesta dal Comune, inizia a collaborare per la gestione dell’Abbazia.
1972  - Fra le molte iniziative, la Procavour è anche promotrice del Museo e dei primi opuscoli riguardanti l'Abbazia. Vengono chiamati a collaborare anche gli scouts Rovers della 1a Compa­gnia "Fantasmi"di Torino che, durante tutta l'estate, si occupano di lavori di restauro e di pulizia, contribuendo anche all'allestimento del museo in una camera a pian terreno del monastero "privo di porta, mancante di gran parte di arricciatura, col pavimen­to in terra battuta, senza finestre e coi travicelli del soffitto imbrattati di calce…". A lato del pronao dell'Abbazia, addossato ad un muro di antiche-fondamenta, viene scoperto un seppellimento medievale su cui poggiava la particolare lastra di pietra, irregolare da un lato, con due fori scalpellati, di circa 12/14 cm cadauno, conservata fra i reperti del parco.
1974 -  Tutta la raccolta di "oggetti del passato cavourese" che all’inizio del ‘900 , Mons. Bernardo Arato, Vicario Foraneo di Cavour, aveva riordinato nel "Museo Parrocchiale di Ca­vour" (e che Don Mario Amore, Vicario di Cavour, aveva consegnato al Comune nel 1970), viene esposta nel nuovo museo e ne viene consegnata la documentazione alla Soprin­tendenza.
1978  - Iniziano i lavori di ristrutturazione dell'attiguo monastero e viene promossa la prima "Festa dell'Abbazia" a cura dell'Associazione "Amici di Cavour e della Rocca".
1979  - Visitano l'Abbazia di S. Maria i partecipanti (anche stranieri) al "V Congresso Nazionale di Archeologia Cristiana" che quell'anno ha luogo in Piemonte e Valle d'Aosta. Per inciso, i visitatori registrati annualmente sono già in media circa 3000.
  Il museo subisce deplorevoli furti.
1980  - L’intero complesso abbaziale entra a far parte del PARCO NATURALE DELLA ROCCA DI CAVOUR per le sue caratteristiche storiche, archeologiche ed architettoniche (L.R. 48 del 16/5/1980)
1983  -   Il Vicario di Cavour, Don Mario Amore, dona all'Abbazia di S. Maria tutto l'ar­redo religioso della Chiesa di Maria Ausiliatrice di Cavour in seguito al crollo del tetto dell'edificio (la chiesa era da tempo non più utilizzata per le funzio­ni religiose). In particolare viene donato anche l'altare in legno massiccio che fu presente fino al 1870 nella Chiesa Parrocchiale, sostituito poi da quello in marmo esistente tuttora e voluto da Mons. Vignolo.
1985  - La Procavour, ottenuto l'interessamento del Comune per lo sgombero di alcuni spa­zi del monastero, riorganizza il materiale espositivo, lo arricchisce ed inizia un lavoro di promozione con l'organizzazione in loco di mostre sto­rico-naturalistiche e con l'inserimento dell'Abbazia nei più importanti itinera­ri turistici di Cavour e del Pinerolese, in collaborazione anche con l'Ente del Parco Naturale della Rocca.
1987  - Viene rifatto il tetto della Chiesa.
1988  - La Procavour richiede l'intervento dell'Amministrazione comunale per diversi interventi di manutenzione nel complesso abbaziale: fra l'altro viene richiesta la chiusura delle finestre del salone del monastero per poterlo utilizzare come ambiente espositivo.
Ancora un furto: dalla chiesa spariscono tre tele antiche, due delle quali restau­rate recentemente.
1992  - La Procavour provvede per un nuovo impianto di illuminazione nel salone del mo­nastero.
1993  - Commissione composta da esperti del Comitato Tecnico-Scientifico di supporto alla politica delle Aree Protette della Regione Piemonte premia anche, fra le altre, la tesi "CONSERVAZIONE DELLE EMERGENZE ARCHITETTONICHE ALL'INTERNO DEL PARCO DELLA ROCCA DI CAVOUR: IL COMPLESSO ABAZIALE DI S. MARIA" (Relatore Maria Grazia Vinardi - Politecnico di Torino - Facoltà di Architettura- AA 1991/1992  - Autori M. G. Aimetti e P. Chiappero). Questo progetto di restauro sarà "adottato" dal Comune di Cavour che lo impiegherà, parzialmente, per l'ambizioso nuovo progetto di ristrutturazione che avrà come oggetto soprattutto il monastero.
1994  - La Curia Metropolitana di Torino, "...visto il grande attaccamento del popolo di Cavour all'Abbazia di S. Maria, che rappresenta le radici della sua fede cristiana…”, concede autorizzazione affinché sia considerata Chiesa Succursale della Parrocchia e quindi idonea anche alla celebrazione del rito del matrimonio.
1995  - Il Parco Naturale della Rocca (e quindi anche l’Abbazia) viene accorpato al Parco Fluviale del Fiume Po – Tratto Cuneese (L.R. 482 del 7/3/1995).
1996  - Per poter procedere alla ristrutturazione viene smantellato il vecchio Museo: i reperti vengono momentaneamente imballati ed immagazzinati altrove (una parte presso la Soprintendenza).
1998  - Con il contributo anche della Regione Piemonte e con fondi comunitari della CEE, si iniziano i restauri sia alla Chiesa sia al monastero, con non poche polemiche sulla metodologia di recupero riguardo a quest’ultimo.
2000 -   Vengono momentaneamente rimossi dalla chiesa, per restauro, alcuni reperti romani fra cui il “cippo di Mannio” e la lapide cosiddetta “della lupa”.
2003 -   Viene ultimata e totalmente attrezzata la sala polivalente al 1° piano del monastero ed iniziano i lavori per il recupero dell’ex tinaggio al piano terreno che ospiterà il Museo territoriale, con l’intervento finanziario anche di enti pubblici e privati e dell’UE. Durante i restauri nella chiesa vengono alla luce i contorni di un grande affresco sopra l’antica entrata all’edificio; nella cripta viene rifatto l’impianto elettrico.
2004  - Durante il rifacimento della pavimentazione dell'ex tinaggio, oltre a diverse sepoltura di probabile epoca medievale, è stato scoperto un tratto di strada ro­mana che verrà lasciato parzialmente visibile attraverso una teca di vetro. Viene curata l'intera illuminazione notturna del complesso abbaziale.
2005  - Dalla Soprintendenza Archeologica del Piemonte viene presentato al Comune di Cavour il Progetto Scientifico per il MUSEO ARCHEOLOGICO DELL’ABBAZIA DI S.MARIA, dove l’organizzazione degli spazi espositivi è legata ad un criterio cronologico che prevede tra l’altro una suddivisione in tre grandi fasi: Preistoria e protostoria, Età romana ed Età tardoantica e altomedievale. Gli ultimi restauri dell’Abbazia di S. Maria vengono benedetti alla presenza, fra gli altri, di Sua Eminenza il cardinale Francesco Marchisano, Arciprete della Basilica di San Pietro a Roma e Cittadino Onorario di Cavour.
2006 -   L’inizio del 3° millennio vede la continuazione di restauri sotto la tutela delle tre Soprintendenze del Piemonte per i Beni Archeologici, Ambientali ed Architettonici, Artistici e Storici. La Chiesa e la Cripta, due tesori preziosi del patrimonio storico cavourese, ma anche l’ex monastero benedettino che, con i suoi ampi spazi, offre un insieme polivalente dove trovano posto ospitalità (sala conferenze per convegni e meeting), cultura (sale espositive museali), informazione ed accoglienza turistica, relax nel grande parco gestito dal comune e dall’Associazione “Amici di Cavour e della Rocca” che, dal 1995, cura anche l’apertura del complesso abbaziale.
 
“…il luogo (l’Abbazia di S. Maria di Cavour, ndr) è romantico, ricco di “spleen”. Il visitatore cavalca i silenzi di un passato di contemplazione…”
 
 
P. Cavallo da “L’Eco del Chisone” 27/06/1996
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