Locanda La Posta

2) PRIMA DI LANDOLFO: TEMPIO PAGANO? PIEVE? PRIORATO?

Esamineremo il periodo storico che precede la fondazione dell'Abba­zia benedettina di Cavour.
Diversi reperti di epoca romana testimoniano la probabile esistenza di un tempio del "Forum Vibii-Caburrum" (I sec. a.C.), tempio che, come consuetudine, potrebbe essere stato costruito sul luogo ove si celebrava­no i riti propiziatori della religione precedente.
Nel nostro caso potrebbe trattarsi della religione celtica officiata dai druidi. Nelle "Memorie civili e religiose del Comune di Cavour" di F. Alessio (1913), si ha memoria che "... i Celti, nell'anno 589 a.C., vennero dalla Gallia a posarsi nella nostra regione e un loro insediamento fu fatto sulla parte occidentale della Rocca..." (attualmente si è propensi a credere che fosse la parte "orien­tale" e soprattutto la Rocca stessa, ndr.).
La penetrazione del Cristianesimo nella nostra zona è invece probabile che sia avvenuta intorno alla seconda metà del IV secolo, con la nascita della diocesi di Torino.
In quel tempo, infatti, nei centri già importanti in epoca romana, na­scono le pievi con la prerogativa di battesimo, cimitero ed esazione della decima.
Non ci è dato sapere se in quel periodo, nella zona dell'Abbazia, un primo luogo sacro cristiano sia stato sovrapposto a quello pagano.
Dice ancora l'Alessio nel suo libro già citato "... Nel 569 irruppero sul­l'Italia i Longobardi che si impadronirono di tutte le città e terre della Liguria, non che di gran parte delle «Alpes Cottiae» a cui apparteneva anche Caburrum. Rovinarono questa in modo che fu un miracolo se non perì al pari di Pedona ed Auriate al tempo delle invasioni saraceniche. Dopo tale distruzione, Cavour penò assai a risorgere... Fu buona fortuna per la nuova Cavour che vicino ad essa fossero venuti i monaci, i quali impedirono che il sito dell'antica rimanesse deserto... Si ritiene infatti che, forse verso l'VIII secolo, alcuni monaci dell'antica regola di Sant'Agostino, cacciati dall'Africa per l'invasione dei vandali, vennero qui a cercare ricovero e pace, e vi eressero un loro priorato. Gli Agostiniani, con i mattoni ed i ruderi degli edifici della Caburrum romana, mura­rono una chiesetta di cui noi ammiriamo ancora la cripta, con l'abside costrutta di mattoni romani, e con l'altare formato da tre pezzi di colonne romane..."
In un documento del 1032 (antecedente cioè alla fondazione dell'Ab­bazia) è menzionata una "terra Sancte Marie de Caburo", e Silvana Ca­sartelli Novelli, dopo aver esaminato i capitelli della cripta, ha inserito S. Maria di Cavour tra i monasteri che sorgono tra il VII e l'VIII secolo, nel vivo delle lotte tra cattolicesimo e arianesimo.
Per quanto riguarda la cripta, diciamo che la costruzione di tali ambienti rientra nel pensiero del movimento eremitico che nacque dopo la morte di Sant'Agostino avvenuta nel 430 d.C.
Nella chiesa protocristiana la cripta era il luogo simbolico della terra. Nella cripta si meditava sulla natura umana legata alla corporeità e, con la confessione personale o sacramentale, si moriva simbolicamente alla vita del peccato. Il fedele era così preparato per rinascere alla seconda vita dello spirito salendo alla chiesa superiore, simbolo del Paradiso. In molte chiese antiche la volta dell'abside è tinteggiata di azzurro scuro con stelle.
Le prime cripte cristiane servirono anche per conservare in modo ri­servato sante reliquie.
Alle soglie del 900, comunque, la chiesa esistente prima dell'Abbazia, qualunque essa fosse, non fu risparmiata dalle nuove invasioni degli un­gari e dalle scorrerie dei cosiddetti "saraceni di Frassineto" che, dal loro probabile quartier generale situato nell'oppido detto "Fraxinetum" (ora La Garde Freinet, nella Baia di Saint Tropez in Provenza), ben presto si diressero verso le Alpi, attaccando di preferenza i luoghi monastici, scarsamente difesi e che non opponevano resistenza armata.
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