LA VIA'

094 - La Societa' operaia di mutuo soccorso a Cavour


Le Società di Mutuo Soccorso, nate nella seconda metà dell’800 come associazioni volontarie di auto-aiuto materiale e morale, nel 1894 erano, a livello nazionale, 6722 con oltre 900.000 soci.
“Garantivano un cordone di solidarietà – scrive Sofia d’Agostino su l’Eco del Chisone del 29/09/2010 – a cui gli associati potevano aggrapparsi nei momenti in cui la lotta per la sopravvivenza diventava ancora più drammatica: durante una malattia (gli ambienti di lavoro erano malsani e per curarsi ci si indebitava) oppure se si perdeva il lavoro. Per esempio, gli associati della storica società di Pinerolo (la prima ad essere creata nel 1848) versavano settimanalmente 20 centesimi di lira – la paga era di circa 1 lira -, ma in caso di malattia e di disoccupazione ricevevano un sussidio giornaliero….
Le società sono poi state fondamentali anche per promuovere l’istruzione, altra buona medicina contro il degrado e l’oppressione….”

Quella di Cavour fu fondata il 1° aprile 1865 e il 31 ottobre dello stesso anno, il Presidente Edoardo Odetti comunica in adunanza che il vicario ha aderito all’invito di benedirne la bandiera. Nell’art. 1 del Regolamento (approvato in Assemblea l’8 ottobre 1865 alla presenza del Presidente e di 60 soci) si legge:
“E’ costituita nel Comune di Cavour una Società Operaja. Sua base è la fratellanza e l’unione fra tutte le classi sociali. Suo scopo esclusivo si è di promuovere il benessere morale, intellettuale e materiale della Classe Operaja per mezzo della beneficenza, del Mutuo Soccorso e dell’istruzione.”
Potevano farne parte tutti i cittadini che avessero compiuto 15 anni, purchè non avessero guai con la giustizia.
I soci si distinguevano in due categorie: onorari ed effettivi.
Fra i Soci Promotori Onorari anche il Comm. Ing. Amedeo Peyron.
“Va precisato che, allora, - dice Giorgio di Francesco in CAVOUR, PAGINE DI MICROSTORIA – il termine ‘operai’ fu inteso ovunque in senso lato come lavoratori privi di proventi differenti da quelli provenienti dalla loro attività. In sostanza, erano considerati tali gli autonomi che non fossero stati proprietari terrieri, sia che fossero artigiani che commercianti, avvocati, etc…
Dalle Società Operaie erano esclusi quindi solo i contadini che, in genere, in qualche luogo, si associavano in società di mutuo soccorso separate, in Piemonte quasi sempre ispirate dalla Chiesa Cattolica
(anche a Cavour, nel 1963, con la benedizione invocata di Papa Giovanni XXIII, nasce la CAFAC, Cooperativa Agricola fra aclisti cavouresi, ndr).
Nel caso della società operaia cavourese, si trattò di una associazione di stampo liberale, ispirata ai principi del “self-help” propagandati in Inghilterra già nella prima metà di quel secolo e promossa dai maggiori enti locali, che ne furono benefattori.
La Società Operaia di Mutuo Soccorso di Cavour creò anche al proprio interno un Magazzino di Previdenza, che servì all’acquisto in comune di determinate derrate alimentari, rivendute poi a prezzo appena superiore al costo.”

Era situata nel cortile del cosiddetto Palazzo del Carretto (dove esisteva anche la Pretura), in un magazzino-corridoio oggi scomparso che andava da via Giolitti alla parallela via Plochiù.
Ancora oggi in Italia sono attive circa 2000 società di Mutuo Soccorso, di cui 200 in Piemonte.

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