Procavour

093 - Quando a Cavour e nel Pinerolese non c'era l'autobus e nemmeno il tram


 “Al principio del 1800 – scriveva Arnaldo Pittavino nella STORIA DI PINEROLO E DEL PINEROLESE – le vetture pubbliche (carrozze trainate da cavalli, ndr) o periodiche facevano servizio tra Torino e Pinerolo due volte la settimana; partivano da Torino, dall’Albergo Tre Corone e da quello della Rosa Rossa…”

Sull’ALMANACCO TORINESE del 1821 è scritto che il conducente della vettura per Cavour era alloggiato alla Rosa Rossa.
Verso la metà dell’800, Pinerolo è già collegato con tutto il circondario e offre vari servizi di vetture con partenze anche plurigiornaliere: la linea per Saluzzo, Cavour e Barge prevedeva due linee giornaliere del concessionario Giovanni Giuseppe Ballesio.
Esisteva anche un omnibus (grande carrozza pubblica per il trasporto dei passeggeri prima dell’avvento del tram) per la linea verso Torino ed erano anche previste soste su diversi percorsi per il cambio di cavalli alle vetture. Il prezzo della “piazza” era di franchi 3 “pagabili quando la si richiede” e il trasporto dei bagagli era gratuito fino a 10 chilogrammi.
Il secolo XIX è comunque nella memoria collettiva, il secolo del vapore e del trasporto ferroviario.
Dopo l’apertura, nel 1854, della ferrovia Pinerolo-Torino (fatta approvare in Parlamento dal Conte Camillo Benso), vengono anche proposti nuovi mezzi di trasporto (più economici della strada ferrata) per unire Pinerolo con Torre Pellice e Saluzzo (quindi anche con Cavour).
Nel 1862 per Saluzzo, viene progettata una originale ferrovia con vagoni, scorrenti su rotaie e trascinati da cavalli: questi vagoni, con una piccola variante, avrebbero potuto essere trasformati in carri di camionaggio. L’idea era quella di far girare il carro per la città a raccogliere merci, condurlo all’imbarcadero e trasformarlo, senza scaricare la merce, nel vagone trainato dai cavalli sulle rotaie. In seguito si sarebbe potuto agganciare a una locomotiva su una vera strada ferrata e continuare verso nuove destinazioni: un progetto lungimirante per arrivare più agevolmente al porto di Savona, collegando Saluzzo con Savigliano e risparmiando il lungo giro di Torino. Una società appositamente costituita ebbe il privilegio del governo per estendere poi l’iniziativa a tutta l’Italia (appena unita), ma “l’occasione propizia” andò perduta e tutto finì in fumo.
Nel 1881 viene finalmente inaugurata la tramvia a vapore CAVOUR-PINEROLO e nel 1882 il tratto CAVOUR-SALUZZO: il percorso completo da Pinerolo a Saluzzo viene coperto in circa due ore. Sempre nel 1882, fra gli altri, vengono pure aperti il tronco ferroviario Pinerolo-Torre Pellice e quello tramviario Pinerolo-Perosa Argentina: il servizio delle vetture e degli omnibus viene adattato per la coincidenza con gli orari dei nuovi mezzi (tram, treni e servizio postale).
A Cavour, nel cortile della Locanda “La Posta” sono posteggiate, all’epoca, due carrozze che fanno servizio anche alla stazione del tram.
Nelle grandi città, dove la rete tramviaria è diventata molto fitta, la gente sbaglia spesso convoglio perché gli analfabeti sono ancora molti e non sanno leggere le scritte. Si fissa allora sulla parte anteriore della vettura il numero della linea così che tutti possano riconoscerla facilmente.
Nel 1886 un nuovo progetto di tramvia tenterà di collegare Cavour a Villafranca e Moretta e, nel 1913, si cercherà di promuovere la costruzione di una linea ferroviaria Villafranca – Cavour – Bagnolo Piemonte, con niente di concluso in entrambi i casi.
La “vecchia caffettiera” di Cavour “…con un fischio acuto, lungo e doloroso come un lamento…” farà il suo ultimo viaggio nel 1935, dopo cinquanta anni di onorato servizio.
L’avvento del motore a scoppio (automobili, autobus, autocarri, ma anche biciclette) dall’inizio del 900 prenderà il predominio dei trasporti, con la fondazione di prestigiose aziende del settore proiettate ancora oggi alla ricerca di servizi sempre più capillari e all’avanguardia, come la storica SAPAV (oggi SADEM) nel 1911 e la nostra CAVOURESE nel 1945.
 
 
 
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