PROCAVOUR

6) PERSONAGGI ILLUSTRI LEGATI A CAVOUR

I BENSO

La famiglia possedette, nei vari rami, i seguenti titoli:
-          consignori di Castagnole, Cellarengo e Menabò, Cereaglio, Chieri, S.Salvatore, Santena, Valfenera;
-          signori di Corveglia, Dusino, Mondonio, Ottiglio, Ponticelli
-          conti di Albugnano, Baldissero, Isolabella, Montanera, Pino Torinese e Castelvecchio, Pralormo;
-          marchesi di Cavour
 
L’arma fu: D’argento al capo di rosso, carico di tre conchiglie d’oro
 
Genealogia dei Benso di Cavour
 
marchese: Michele Antonio (1600-1655): signore di Ponticelli, investito del feudo di Cavour da Carlo Emanuele II, per lire 20.000. Nell’infeudazione medesima, Cavour, allora,  è definita “terra di infimo valore”.
 
2° Maurizio Pompilio (1635-1663, primogenito del precedente): signore a partire dal 1655. Nel 1663 rinunciò al feudo, a causa degli scandali dati dalla moglie, Maria de Trecesson. Per questi motivi, si ritirò in Francia.
 
3° Paolo Giacinto (1637-1712, fratello secondogenito del precedente): signore a partire dal 1663. Cavaliere dell’Ordine di Malta, Governatore di Torino e Luogotenente Generale ducale. Gran Croce dell’Ordine dei santi Maurizio e Lazzaro. Ferito in battaglia, perse anche un occhio in guerra.
 
4° Giuseppe Filippo (1648-1719, fratello terzogenito del precedente): signore di Cavour a partire dal 1712. Fu governatore di Chieri, Capitano degli Archibugieri della Porta e Colonnello delle Guardie.
 
5° Michele Antonio (1707-1773, primogenito di Giuseppe Filippo Benso): signore a partire dal 1719, gli venne tolto il feudo nel 1742, che potè riscattare tre mesi dopo per lire 85.000. Fu Luogotenente Generale e invalido di guerra, dopo la battaglia di Guastalla. Ebbe grandi dignità alla Corte di Carlo Emanuele III. Gran Croce Mauriziana e Collare dell’Annunziata dal 1771. Fece costruire, a Torino, Palazzo Cavour, dove nascerà e morirà il celebre pronipote Camillo.
 
6° Giuseppe Filippo (1741-1807, primogenito di Michele Antonio Benso): signore di Cavour dal 1773. Acquistò la terra di Santena ed il relativo titolo comitale con il denaro datale dalla madre. Sposò Filippina de Sales (Curiosità n. 27) , che gli portò una ricca dote. Costei era appena diciottenne ed i due si conobbero solamente quattro giorni prima del matrimonio, combinato dai rispettivi genitori. Alla morte del marito, la consorte si occupò della gestione effettiva del patrimonio.
 
7° Michele Giuseppe Antonio (1781-1850, unico figlio di Giuseppe Filippo): si applicò fin da giovane allo studio della matematica. Fu Capitano di stato maggiore alla Corte di Camillo Borghese. Quindi, ufficiale e Barone dell’Impero Napoleonico. Superato senza scendere a compromessi il periodo della Restaurazione sabauda, fu riabilitato completamente sotto Carlo Alberto di Savoia-Carignano, del quale fu grande amico ed al quale fu fedele anche nella sventura. Nel 1833, venne nominato sindaco di Torino e, dal 1835 al 1847, divenne Vicario di Polizia della capitale sabauda (tanto inflessibile e duro, da procurarsi non poche inimicizie). Nel 1805, aveva sposato Adele de Sellon, ginevrina e riformata calvinista, che si sarebbe, in seguito, convertita al cattolicesimo. Ebbe due figli: Gustavo e Camillo.
Dal ramo dei De Sellon discenderanno  i Baroni Maurice - Choisy eredi del patrimonio immobiliare Cavourese dei Benso, che, nel 1931, daranno il consenso per la costruzione del caratteristico pilone sulla vetta della Rocca, allora ancora di loro propietà.
 
8° Gustavo (1806-1864, primogenito di Michele e fratello di Camillo, detto impropriamente “conte di Cavour”): marchese di Cavour dal 1850. Fu grande amico dell’abate Rosmini e contribuì alla diffusione delle idee di costui, polemizzando perciò anche con Gioberti. Deputato al Parlamento Subalpino, fu, talvolta, in urto aperto col fratello Camillo, che accusò “di non condurre una vita cristiana”. Fondò il giornale cattolico “L’Armonia”. Aveva precedentemente sposato Adele Lascaris di Ventimiglia, che gli aveva dato tre figli: Augusto (morto ventenne sul campo di battaglia di Goito, nel 1848), Giuseppina e Ainardo.
 
9° Ainardo (1833-1875, terzogenito di Gustavo Benso): la madre morì nel darlo alla luce. Non si sposò e morì a Santena.
La sua eredità fondiaria fu divisa tra:
-          gli eredi de Sellon, ai quali toccarono gli immobili esistenti in Cavour;
-          la sorella Giuseppina Benso (1831-1888), che lasciò i fondi ereditati alle figlie:
1)     Luisa (1852-1920); costei nel 1903, riuscì ad ottenere per sé il titolo di “marchesa di Cavour”, che alla morte, trasmise al figlio Giovanni Visconti Venosta (1887-1947)
2)     Adele (1857-1936), nubile.

CAVOUR E “CAMILLO CAVOUR”

Una particolare caratteristica cavourese di grande curiosità è senza dubbio il nome, CAVOUR, destinato, ormai da quasi due secoli, a rappresentare quello di uno dei più grandi statisti italiani: il conte CAMILLO BENSO.
 
L’infeudazione del borgo di Cavour ai Benso avvenne nel 1649, quando Carlo Emanuele II di Savoia concede il feudo a Michele Antonio Benso, 1° Marchese di Cavour.
 
Con la clausola della trasmissione del titolo per linea maschile di primogenitura, si succederanno, nel tempo, nove Marchesi Benso di Cavour, detti “i Cavour” per distinguerli da altri rami della famiglia Benso che possedeva titoli in diverse altre località.
 
All’inizio del 1800 Napoleone crea a Torino una corte principesca.
 
Michele Benso (7° marchese di Cavour) viene eletto ciambellano, mentre sua madre, la marchesa Filippina di Sales, diventa la dama d’onore della principessa Paolina.
 
Casa “Cavour” diventa una potenza.
 
E’ in questo quadro che, nel 1810, nasce a Torino Camillo Benso, “conte” in quanto secondogenito, così chiamato in onore del padrino,il principe Camillo Borghese.
 
“Camille de Cavour”, solamente dopo il 1848 lascerà sempre di più cadere la firma completa omettendo la particella aristocratica e francesizzante “de”. Con alcuni italiani usò anche la sola forma italiana “Camillo”, mentre abitualmente firmò “C. Cavour”. Universalmente fu ricordato e citato come “Cavour”oppure “Il Cavour”, oppure ancora come “Il Conte di Cavour”.
 
Edmondo de Amicis, in “Alle porte d’Italia”, lo immagina sulla vetta della Rocca di Cavour, con lo sguardo errante per la pianura, mentra medita una di quelle grandi imprese agricole che occupavano, allora, tutto il suo animo, non prevedendo ancora che sarebbe stato capace di far discendere un giorno dalle montagne, duecentomila soldati francesi, sconvolgendo l’Italia e agitando l’Europa.
A Cavour gli è stata dedicata una via nel Centro Storico.
 
S.E. GIOVANNI GIOLITTI (1842-1928)
Grande statista, cinque volte Presidente del Consiglio, visse e morì a Cavour (dove è anche sepolto) nella casa che fu della madre, Enrichetta Plochiù, cavourese di nascita.(vedere “I luoghi Giolittiani” in Cavour -  itinerari). A Cavour gli è stata dedicata una delle vie principali.
 
TOGGIA FRANCESCO (1725 – 1825) (Curiosità n. 23)
Il più distinto allievo della primitiva Scuola Piemontese di Veterinaria conosciuto non solo in Italia ma anche in altri paesi d’Europa. Iscritto a parecchie società letterarie, promosse studi sulla sua professione e lasciò interessanti saggi ed osservazioni, soprattutto sulle malattie  dei bovini e degli equini (circa una cinquantina, in italiano e in francese).
Divenne Direttore Veterinario dell’Armata di S.M. con i Savoia, e per circa mezzo secolo fu un celebre clinico con numerosi riconoscimenti anche all’estero.
 
Don MICHELE PONZA (1772 – 1846) (Curiosità n. 25)
Maestro di grammatica e Prefetto delle Scuole di Porta Nuova a Torino. Letterato, Filologo, autore del noto Dizionario Piemontese – Italiano e di diverse operette grammaticali destinate anche all’uso presso le pubbliche Scuole del Magistrato della Riforma sugli studi.
Attese per molti anni alla compilazione dell’ANNOTAZIONE PIEMONTESE giornale letterario di cui fu lodevole lo scopo di promuovere fra noi lo studio ed il buon uso della lingua italiana.
 
Don GIUSEPPE SCIOLLA (1780 – 1849)
Professore di Filosofia morale, Teologo, grande amico e collaboratore dell’Abate Antonio ROSMINI, dottore collegiato di Teologia e della classe di Filosofia nella Regia Università di Torino.
 
Monsignor LUIGI ANTONIO BOTTIGLIA DI SAVOULX (1752 – 1836)
Governatore di Todi arcivescovo di Pirgi, assistente al Soglio Pontificio, Cardinale dell’Ordine dei Preti.
 
TEODORO VALFRE’ DI BONZO (1853 – 1922)
Delegato Apostolico, Vescovo di Cuneo e di Como, Arcivescovo di Vercelli, Arcivescovo titolare di Trebisonda, Nunzio apostolico, Cardinale.
 
Conte CARLO PASERO DI CORNELIANO (1790 – 1854)
Filosofo – stoico, scrittore.
 
Dott. Comm. ALESSANDRO PORTIS ( 1853 – 1931)
Scrittore, saggista, studioso di Geologia e di Paleontologia. Fra i suoi discendenti VITTORIO CRAVETTO, scrittore, direttore dei programmi umoristici della RAI tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta, considerato a buon diritto uno dei pionieri della Televisione Italiana anche con l’invenzione di trasmissioni che poi sono passate alla storia  come “Campanile sera”, “il Musichiere”, ecc.. Cravetto, come il Dott. Comm. Portis,  è sepolto a Cavour.
 
Prof. TIRSI MARIO CAFFARATTO (1908 – 1987)
Medico Primario, Docente universitario, Accademico emerito, Scrittore saggista con oltre 200 opere di ricerca storica nel campo della medicina, della sanità, delle istituzioni ospedaliere, delle grandi malattie ed epidemie, dei grandi protagonisti della medicina (dai ciarlatani agli illustri cattedratici di epoca contemporanea), della medicina eterodossa, dell’Ostetricia, della Ginecologia, della Farmacia e dei diversi temi della medicina sociale.
 
Prof. ERMANNO BUFFA DI PERRERO (1908 – 1982)
Discendente di una delle più antiche famiglie cavouresi, insegnante, Cavaliere Ufficiale cavourese della Corona d’Italia, con Medaglie d’Oro dal Ministero della Pubblica Istruzione di 1° e 2° grado. Direttore generale CAI di Torino e Segretario Nazionale del Consorzio Guide di Montagna, ha al suo attivo importanti vie sulle Alpi, nonché l’apertura del Museo Nazionale Duca degli Abruzzi a Torino ( dal 1941 al 1950). Decorato al Valore dall’Esercito Americano per operazioni congiunte al C.L.N., nel dopo guerra ricostruisce il Corpo Nazionale Giovani Esploratori Italiani. Console del Touring Club Italiano, diviene PRESIDENTE DEL TURISMO SCOLASTICO INTERREGIONALE. Scrittore di numerose guide turistiche sulla città di Torino e sulla Grecia, riceve, per l’alto impegno rivolto al mondo classico, la Cittadinanza Onoraria di Micene.
I PEYRON
Della grande e illustre famiglia, presente a Cavour dal 1800, si ricordano fra gli altri:
 
L’Abate AMEDEO (1785 – 1870)
Professore emerito di lingue orientali all'Università di Torino (di cui fu anche rettore e teologo collegiato), fu assessore e consigliere del Comune di Torino. Ebbe diverse cariche e titoli nelle scuole primarie e secondarie, nel Consiglio superiore della Pubblica Istruzione, nella Giunta di antichità e belle arti, nell'Accademia delle Scienze e nella Deputazione di Storia Patria di Torino. Autore di importanti pubblicazioni, fu anche senatore del Regno e ricevette diverse onorificenze fra cui quella di Cavaliere dell'Ordine dei SS Maurizio e Lazzaro e di Cavaliere della Legion d'Onore (Francia). La sua preziosa biblioteca con antichi papiri egizi, custodita per circa un secolo a Cavour nella villa di famiglia, fu donata dagli eredi alla Biblioteca Nazionale di Torino. E' ricordato con un busto al Museo Egizio del Cairo.
 
L’Ing. Arch. AMEDEO (1821 – 1903)
Commendatore, progettista del campanile e del soffitto a cassettoni della Chiesa di S. Lorenzo di Cavour.
Al suo studio, tenuto in alta considerazione, ricorsero diverse celebrità tecniche del tempo, come il Marchese di Lesseps in occasione del taglio dell’Istmo di Suez; gli ingegneri Grandis, Gattoni e Sommeiller per il traforo del Frejus. Appena laureato, all’età di 21 anni vinse il concorso per la erezione delle tribune d’onore per festeggiare il matrimonio di Vittorio Emanuele con Maria Adelaide d’Austria (1842). Conosciuto in quell’occasione dal Conte Camillo Benso, questi in seguito gli commissionò opere sempre più importanti facendolo diventare il proprio consulente tecnico. Compì restauri della piccola aula del Parlamento Subalpino e, in seguito, nominato Architetto della Camera, fu prescelto per la costruzione della nuova grande Aula Provvisoria del Primo Parlamento Italiano nel cortile di Palazzo Carignano (1860). In essa, il 14 marzo 1861, fu proclamato Vittorio Emanuele 1° RE D’ITALIA. Specializzatosi nella soluzione di problemi ferroviari ed idraulici, progettò la ferrovia Torino – Savona ed ebbe parte importante come consulente nella costruzione delle Ferrovie Meridionali, del Canale Cavour, del Porto di Catania, della ferrovia del traforo del Moncenisio.
Consigliere, per meriti, nel Comune di Torino ininterrottamente dal 1860 al 1899, fu socio fondatore e presidente della Società degli Ingegneri e degli Architetti di Torino, Commendatore della Corona d’Italia e Cavaliere Mauriziano.
Nella sua casa di Cavour, città a cui egli era affezionatissimo, trascorse, specie in vecchiaia, molto del suo tempo, fervente di opere fino all’ultimo; qui morì il 28 settembre 1903.
A lui sono intitolate due gallerie ferroviarie, una sulla Torino – Modane e una sulla Torino – Savona; gli è pure dedicata una lapide nell’atrio di Palazzo Carignano in Torino.
 
L’Avv. AMEDEO ( 1903 – 1965)
Fu sindaco di Torino dal 1951 al 1962, dando vita, avviando e, in molti casi, portando a compimento, alcune opere pubbliche che caratterizzano ancora oggi la Città. Sotto la sua guida Torino ricevette la spinta che la portò ad essere attrattiva di investimenti, di nuovi insediamenti industriali e di opportunità commerciali. Presidente della Comunità Europea di Credito Comunale (CECC), fu anche Presidente del Consiglio dei Comuni d'Europa (CCE) e della Conferenza Europea dei Poteri Locali insieme con il sindaco di Marsiglia, Chaban Delmasse. In occasione del 1° centenario dell'Unità d'Italia fu direttore delle Celebrazioni ITALIA '61. A Cavour gli è stata intitolata una via.
A Cavour, dove visse e dove gli è stata dedicata una via, fu presente, nel 1964, all'inaugurazione dei restauri dell'Abbazia di S. Maria di cui aveva già curato un opuscolo storico. Fu anche presente alla benedizione e all'intronizzazione della statua della Madonna sulla Rocca il 18 settembre del 1955.
  
L’Ing. GIOVANNI (1909-1992) (Curiosità n. 45)
Laureato anche in scienze economiche, Direttore molto stimato di filiali FIAT in diverse città italiane. Appassionato sudioso e ricercatore di approfondimenti sul mondo del lavoro, pubblicò alla fine degli anni Cinquanta, uno dei primi libri sulla tecnica della vendita e, in seguito, sulla filosofia del lavoro.
Sempre accompagnato da un particolare amore ed interesse per la sua città natale, giunto all’età del ritiro dall’attività lavorativa, dedicherà tutto il suo tempo agli studi su Cavour: nasceranno così ben nove libri, una singolare collana di momenti storici cavouresi che gli varranno, nel 1993, il Premio “AMORE PER CAVOUR” alla memoria (1° edizione, a cura della Procavour).
 
GLI EROI MILITARI DI CAVOUR
 
Alessandro PLOCHIU’ (Curiosità n. 46)
Generale, eroe della battaglia di San Martino (1859). A Cavour gli è stata intitolata una via.
 
Carlo BUFFA DI PERRERO
Medaglia d’Oro e d’Argento al Valore Militare, caduto sul Carso (1916). A Cavour gli è stata intitolata una via.
 
Luigi GOYTRE
Tenente Colonnello, Medaglia d’Oro al Valore Militare, caduto a Tirana (Albania - 1943). A Cavour gli è stata intitolata una via.
 
Alfredo Sforzini
Eroe partigiano, cavourese di adozione, impiccato per rappresaglia sulla piazza di Cavour che oggi porta il suo nome, Medaglia d’Oro al Valore Militare (1943)
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