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085 - A Cavour, negli anni risorgimentali, un Pelitti provveditore onorario della casa militare di S.A.R. il Duca D'Aosta


Da Firenze, nel 1893, l’Intendente della Casa di S.A.R. Emanuele Filiberto, Duca d’Aosta e Primo aiutante di Campo, così scriveva all’illustrissimo Sig. Giuseppe Pelitti di Cavour:

“Compio il gradito ed onorevole incarico ricevuto da S.A.R. il Duca d’Aosta, di trasmettere alla S.V. Pre.ma, il Diploma col quale l’augusto Principe si è degnato di conferirle il titolo di Provveditore Onorario della sua Casa.
Mentre mi rallegro colla S.V. per l’onorificenza concessale, approfitto della circostanza per offrirle gli atti della mia massima stima.”
La “FABBRICA DI VERMOUTH E LIQUORI di Pelitti Giuseppe Confettiere” era situata probabilmente a metà dell’attuale Via Giolitti e nei loghi della sua carta intestata (ricca di particolari come d’uso in quel tempo) si legge fra l’altro che fu fondata nel 1850.
La gamma degli articoli prodotti era notevole e spaziava dalle “specialità in ginevrine, fabbricate con macchina a vapore” ad un vasto “assortimento confetti, caramelle e acidule. Tavolette assortite e London, Pastiglie e Torroni, Bolle Gomma, Pasta Altea, Giuggiole, Lichene e Liquerizia. Cioccolato di ogni genere, articoli fantasia per strenne e regali, pasticceria assortita, confetture decorate, figurini in zucchero per ornamenti, fiori artificiali.”
Giuseppe era fratello del più celebre Federico dei Pelitti di Carignano che, fra l’altro, partecipò all’ultima Guerra per l’indipendenza Italiana nel 1866 come Cavalleggero del Nizza Cavalleria. Federico fu definito “il torinese violinista, scultore e fotografo, re della confetteria in India” dove era richiestissimo da principi, signori e maharagià.
I Pelitti, industriali nel settore alberghiero - dolciario, prima in Calcutta-Simla poi in Italia con produzione propria di vini aromatici e liquori di alta classe, diventarono anche fornitori delle Reali Case Imperiali delle Indie Britanniche a partire dal 1877 fino al 1940.
Le origini della famiglia sono lombarde e vanno collocate all’epoca dei cosiddetti Costruttori di Cattedrali (sec. XV): gli ascendenti erano infatti dei mastri e dei capomastri come indica lo stemma datato 1472 relativo a una corporazione di “magistri” di tradizione comacina. Anche la scultura era una tradizione di famiglia e all’epoca di Napoleone, le 46 statue per “il Duomo di Milano” (sulla facciata) furono eseguite nel giardino di Casa Pelitti a Campobella di Ganna (Varese).
Giuseppe Pelitti riposa nel cimitero di Cavour e sulla lapide che lo riguarda si legge:
 
A
GIUSEPPE PELITTI
NATO IN CARIGNANO IL 12 GIUGNO 1839
PIAMENTE MORTO IN CAVOUR IL 16 NOV. 1897
IL FIGLIO FELICE
QUESTO RIPOSO DIEDE E QUESTA LAPIDE POSE
AFFINCHE’ NEL SUOLO CHE BENEVOLO ACCOLSE IL GENITORE
E FU OSPITALE PER VENTI ANNI
RESTI MEMORIA DI LUI LEALE ONESTO OPEROSO
E ALL’URNA CHE NE RACCHIUDE LE CARE SPOGLIE
CONVENGANO SECO A PIANGERLO
LA CONSORTE CECILIA GNIFETTI
E LE AMATISSIME FIGLIE
TERESA E VITTORINA
 
 
 Nella tomba anche la moglie e altri componenti della famiglia.
 

 

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