BANCA DI CHERASCO

082 - Il Palazzo dei Marchesi Benso di Cavour


E’ uno dei più importanti edifici della storia piemontese situato nel cuore di Torino. Palazzo Cavour è tornato a vivere, grazie all’intervento della Regione Piemonte, alla fine degli anni ‘90, ed è diventata una delle sedi espositive più prestigiose della città con la specifica funzione di ospitare le grandi iniziative culturali nazionali ed internazionali della Regione stessa.

Fu costruito verso il 1729 in sostituzione di una residenza precedente, già di proprietà della stessa famiglia, che occupava un’area adiacente all’estremità meridionale della cinta fortificata della “città nuova”.
Artefice della nuova costruzione fu l’architetto Gian Giacomo Plantery (o Planteri), incaricato dell’opera dal Marchese Michele Antonio di Cavour - bisnonno del Conte Camillo – che ricopriva cariche importanti alla Corte Sabauda.
Palazzo Cavour fu abitato dai Benso di Cavour per circa 140 anni, e nelle sue stanze (molte delle quali splendidamente recuperate dagli interventi di restauro) si svolse per la maggior parte anche la vita di Camillo Cavour che qui nacque e morì. L’evento è ricordato su una lapide all’esterno dell’edificio, dove si legge
                                                                                                                                                                                       
                                                                                                         IL CONTE
CAMILLO DI CAVOUR
NACQUE IN QUESTA CASA
ADDI’ 10 AGOSTO 1810
E VI MORI’ IL 6 GIUGNO 1861
RICORDO POSTO DAL MUNICIPIO
 
 
Qui fu fondato il giornale “IL RISORGIMENTO”, e qui si discussero e si concretizzarono le sorti della nuova patria italiana con i personaggi più illustri dell’epoca.
“E’ un palazzo della nostra città, di grande e duplice importanza – dice Eugenio Olivero - : primo, perché in esso nacque, visse e morì il sommo statista della nuova Italia risorta; in secondo luogo perché è bellissima invenzione dell’ingegnere torinese Giovanni Giacomo Gerolamo Planteri il cui nome rifulge tra gli architetti piemontesi della prima metà del settecento. L’importanza del Palazzo, inserito a pieno titolo negli itinerari della Torino Barocca, risulta tale fin dalle piante cittadine dell’epoca; l’isolato confinava infatti con una strada di circonvallazione sopra la cinta fortificata torinese ed era occupato da case e palazzi del marchese di Cavour e del Conte di Castiglione, il Conte Verasis”.
“Per veicolare la “mission” del nuovo e grande sfarzo espositivo di “Palazzo CAVOUR” e connotare ogni comunicazione ad esso collegata è stato creato un marchio con un‘immagine grafica attraverso il segno delle “scale” e dell’”arco” che richiama l’idea di “ingresso” e suggerisce visivamente il museo, il Palazzo storico. I colori scelti (verde brillante e giallo oro) nascono – è stato scritto – dall’”esegesi” degli ambienti e dei decori tradizionali, in particolare dello studio del Conte Camillo Benso di Cavour”.
 
Condividi questa pagina su