Procavour

071 - Torre delle Ore: quando per i funerali non suonava la campana grossa


E’ giunta fino a noi una bella illustrazione della Torre nel 1843 ad opera di Clemente Rovere (1807-1860).
“Torre a Cavours” è infatti il titolo dello schizzo n. 1085 che il disegnatore realizzò per la Regia Deputazione di Storia Patria ai tempi di Vittorio Emanuele II, per descrivere le circoscrizioni mandamentali del Piemonte, della Liguria e della Savoia.
L’opera, che doveva essere di 360 volumi, rimase incompiuta per la morte dell’autore.
La cosiddetta “Torre delle Ore” o “dell’orologio” era una torre di difesa del borgo medievale di Cavour, a cavallo della Porta di Pinerolo ed era munita di un ponte levatoio sul Rio Marone, nella zona all'incrocio di Via Roma con Via dei Fossi.
Dalle “Memorie” del Garola (anno 1809) si legge: “degne di osservazione sono le due porte al dì di oggi ancora esistenti, l’una verso Pinerolo, l’altra verso Bibiana. La loro struttura architettonica appare antichissima, anteriore all’ordine gotico che era solito finire in arco non già ovale, come questi, ma a punta. Penso la loro struttura contemporanea al Castello. Sulla porta di Pinerolo – detta anche di San Lorenzo – stanno inquadrate, internamente ed esternamente, le armi di Casa Savoia…”
La Torre era stata dotata di quattro campane nel 1700: essa infatti doveva supplire anche alla mancanza di un campanile che sarà costruito accanto alla nuova parrocchiale solamente nel 1862.
Nel 1825 fu redatta una “capitolazione” con il regolatore dell’orologio, il Sig. Giovanni Batta Buffa, nella quale, fra l’altro, si legge la riconferma a tale incarico per altri dodici anni, allo stipendio di lire cinquanta annue, pagabili in due rate, a semestri maturati. Con questa cifra erano a suo carico la manutenzione, eventuali adattamenti, regolarizzazioni e riparazioni dell’orologio.
Per contro, egli poteva esigere denaro (50 centesimi) per ogni “passata” per i morti, per le sepolture, per le messe cantate a requiem, per tutte le volte che veniva richiesta la suonata delle campane in occasione di festività o altri momenti solenni autorizzati dall’Arcivescovo o dal Vicario foraneo. Nel punto n. 8 della capitolazione si legge però che “…li segni di passata e di sepoltura dei cadaveri di persona povera, per cui la passata non si suona con la campana maggiore, saranno dati gratis…”
La campana della torre dovevano dare i “soliti segni” per la convocazione dei signori consiglieri “sia ordinari sia aggiuntivi”, per l’Ave Maria nell’aurora e nel “far della notte”, per il “Deprofundis” all’una di notte per ogni giorno dell’anno; per la Messa Parrocchiale e le altre funzioni pomeridiane festive, per la Scuola, per le pubbliche ronde, per eventuali sinistri o calamità.
La Torre delle Ore sarà demolita per pericolosità della struttura alcuni decenni dopo.
Nel 1853 infatti dopo una seduta straordinaria del Consiglio Comunale il Sindaco, Cav. Nicolao Pellissone, propone che “… si dichiari di urgenza il compimento dell’incombenza, poiché al riferire dei più prossimi vicini della torre suddetta, cui il pericolo detta ….attenta osservazione del suo progresso verso lo sfacimento, si andrebbero giornalmente dilatando le screpolature da cui è sconnessa dall’alto al basso, e sarebbe cagione di rimprovero, se non di vano rammarico (che il cielo non voglia!) a questo Municipio ritardare il riparo di terribili conseguenze…”.
Solamente  nel 1862 sarà realizzato il nuovo e attuale campanile di San Lorenzo ad opera dell’arch. Amedeo Peyron, dopo l’abbandono di un primo progetto dell’arch. Alessandro De Michelis, che prevedeva la struttura fra i due corpi di fabbrica del Municipio e dell’Ala mercatale.

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