062 - La Sindone a Cavour


Di probabile origine settecentesca, come l’edificio di proprietà comunale che la ospita (Palazzo del Marchese del Carretto, nella centralissima Via Giolitti), la raffigurazione della Sindone, di autore ignoto, è posta al di sopra del piccolo portoncino che precede quello più grande dell' ex Pretura.
E’ stata restaurata nel 1986 (con autorizzazione del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali/Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Torino – Prot. N. 5335 del 18/09/1985), ed è una delle oltre 200 immagini esistenti in Piemonte in diverse località e censite in occasione dell’Ostensione a Torino del 1998.
Nell’affresco di Cavour vi sono raffigurati anche San Giovanni Battista, Maria SS. e Sant’Antonio da Padova, mentre sul lenzuolo non vengono rappresentate le vistose tracce lasciate dall’incendio scoppiato nel 1532 quando la reliquia si trovava nella Sainte Chapelle di Chambèry, capitale sabauda: è questa una scelta fatta dalla  maggior parte degli autori che, forse, non avevano mai visto in ostensione la Sindone stessa, oppure non intendevano distrarre il visitatore dalla contemplazione della sola impronta del corpo crocifisso.
I Savoia possessori della “reliquia” dl 1453, avevano emanato ordini affinchè fossero predisposti “honore et reverenza né luoghi ove si troverà a passare”. Quando nel 1578, viene trasferita definitivamente a Torino, l’evento fu ricordato da numerose immagini sulle facciate delle case. A Cavour, in quell’epoca, è documentata l’esistenza di una piccola cappella a Ovest della Rocca denominata San Sudario: la cappella non esiste più, ma in quella zona è rimasta tale la denominazione di un piccolo appezzamento di terreno abbandonato e di proprietà demaniale.
Fra i molti studiosi del Sacro Lino anche due illustri cavouresi di adozione:

-         Don Giovanni Battista Calova (1905-2003), rettore della chiesa dell’Istituto Salesiano “A. Richelmy” di Torino, autore fra l’altro de “Il Volto dell’Uomo della Sindone e i suoi messaggi”.
-         Dorothy Zimmer Crispino, una delle più importanti studiose della Sindone, nata nell’Illinoìs (Stati Uniti) nel 1917 e residente da qualche anno a Cavour dove vive con il marito italiano, editrice, fra l’altro, di una raccolta di pubblicazioni sul “Sudario di Torino”.
 
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