054 - L'Ala di Cavour


L’ala comunale di Cavour fu costruita nel 1583, con il probabile ausilio di una unità di misura originaria dell’Egitto, importata dai Longobardi nel VI secolo d.C., e usata anche per la coetanea fortezza di Pinerolo: il “piede Liprandi”, equivalente a m 0,523 (1/6 del trabucco piemontese).

La tettoia fu dedicata a BERNARDINO II di RACCONIGI, ultimo della stirpe dei Signori di Pancalieri-Racconigi-Cavorre, estintasi nel 1605.

L’epigrafe con la dedica, anticamente murata al “lato di mezzanotte della cosiddetta “pietra della vergogna”” fu spostata dalla ProCavour agli inizi degli anni 70, nella parte anteriore dell’ALA in cui si trova attualmente, “… in luogo più sicuro e alla vista di tutti coloro che amano ricercare le origini delle cose e della loro storia”.

Nel testo dell’iscrizione in latino, ormai molto consunta, si legge:

SERENISSIMO CAROLO EMANUELE FELICITER
REGNANTE ET SUB FAUSTA AUTORITATE
ILLUSTRISSIMI DOMINI BERNARDINI
DE SABAUDIA RACCONIGI ET CABURRI
DOMINI PERISTYLUM HOC
CABURRI RESPUBBLICA DEO OPTIMO MAXIMO
FAVENTE
EREXIT SUB CONSULATU
NOBILIUM JOANNIS CHRISTOFORI
CARGNANI ET JOANNIS
LISDERI ANNO DOMINI 1583

(Regnando felicemente il serenissimo Carlo Emanuele e sotto la fausta autorità del signore illustrissimo Bernardino di Savoia-Racconigi-Cavour, la comunità di Cavour questa tettoia, col sostegno del Dio Ottimo Massimo, eresse nel tempo in cui furono sindaci i  nobili Giovanni Cristoforo Carignano e Giovanni Lisdero, nell’anno del Signore 1583).

La “pietra della vergogna” (dove la tradizione vuole  che, nei giorni di mercato, fossero fatti sedere coloro che avevano fallito nella loro attività, con il fondoschiena scoperto e alla mercè dei creditori che potevano percuoterlo) è denominata, nel settecento, la “pietra della raggione” dove si facevano “l’incanti e li deliberamenti della communità e vendite publiche”. A un pilastro dell’ala, in quell’epoca, era affissa una catena “per servizio di giustizia”, mentre un altro pilastro, su cui compariva un’effige di S. Lorenzo datato 1650, serviva da “albo pretorio”. A questo pilastro veniva pure affissa, nei giorni di mercato, la “bandarolla” della comunità.

Alla fine dell’800, l’ala di Cavour era anche denominata “Mercato del grano” o “tettoia per il mercato dei cereali”.

Il mercato a Cavour, già nel ‘500, si svolgeva il martedì come ai giorni nostri, e, sotto l’ala, fino alla metà del ‘900, tutti i giorni da giugno a luglio, si teneva il mercato dei bozzoli (all’inizio dell’800 Cavour è stato uno dei sei più grandi produttori del Dipartimento del Po per i bozzoli, i cereali  in genere e il pollame). Sulla piazza erano sempre presenti tecnici per la potatura (soprattutto dei gelsi), professori della scuola Agraria Sperimentale e anche veterinari, tutti sempre disponibili per consigli ai rappresentanti delle scuole. Fino agli anni cinquanta esisteva anche il “mercato del lavoro”, che però si teneva al Gerbido (Piazza Solferino) dove, nel 1838, era stata costruita la cosiddetta “Ala del peso”, in modo specifico per il mercato del bestiame. “Il mercato del lavoro – ci spiegò il compianto cav. Pasquale Musso classe 1910 – prevedeva il reclutamento di ragazzi/e adulti per lavori in campagna e nelle case (vachè, servente e serventin-e), 100/150 persone che ricevevano contratti per primavera ed estate, con permessi solo per le feste frazionali o per la Santa Messa. A maggio si facevano anche contratti a tempo per i bachi da seta.

Sotto la tettoia (ora scomparsa) che sorgeva in piazza San Martino (dove negli anni settanta sono state costruite la Scuole Medie), tutti i martedì si teneva il mercato di scrofe e maialini”. Il mercato del pollame e degli animali di piccola taglia avveniva nella “piassa dle polaje”, oggi piazza Martiri.

L’ala comunale di Cavour è stata restaurata nel 1991 e all’inizio del 2009, ma una lapide di epoca napoleonica (custodita all’Abbazia di S. Maria), testimonia che, nel 1809, quando Cavour era da due anni capoluogo di cantone con 5700 abitanti, aveva subito un altro importante restauro-ristrutturazione per iniziativa dell’allora “maire” avv. Melchiorre Visconti, “uomo di legge”, già vice giudice nel periodo austro-russo.

Dal 2010 ospita settimanalmente uno dei farmer’s market finanziati dalla Regione, mercatini dei prodotti agricoli locali che danno un ulteriore seguito alle già importanti iniziative della filiera corta.

 

Condividi questa pagina su