Procavour

055 - Cavour, il paese con più "ali"


Oltre all’antica ala comunale, Cavour possiede un’altra tettoia mercatale denominata “ala del peso”.
Nella tesi Michialino-Perassi (Politecnico di Torino-Facoltà Architettura/Anno Accademico ‘90/’91)si legge che:
“Essendo frattanto Cavour diventato uno dei maggiori centri di mercato del bestiame in Piemonte, come è suffragato dal Casalis, si è resa necessaria la costruzione di una nuova ala, la tettoia del bestiame, nella piazza del Gerbido”.
L’ALA PUBBLICA DEL GERBIDO venne inaugurata il 17 luglio 1838, e non si conosce il nome dell’autore del progetto che, purtroppo, sembra andato perduto.
“La presenza dell’ala e la maggior estensione della piazza emergono in modo evidente dal confronto fra la mappa del Catasto francese (datato 1805, ndr), e la Mappa Rabbini (datata 1867, ndr), e proprio da questa osservazione, si può notare come l’intervento in questione apporti una sostanziale modifica urbanistica, in quanto il mercato, fino a ora contenuto tra la piazza del Municipio e la piazza parrocchiale, si estende progressivamente ad occupare tutto il centro abitato ed i primi spazi marginali”.
Lo spazio marginale che viene ad essere occupato come spazio uso mercato e quindi di relazione, è il Gerbido, “el gèrb”, “posto incolto, fuori dalle mura cittadine; terreno adatto per manovre militari”.
Il Gerbido, all’inizio del 1800, è denominato dal Casalis, “la terza piazza di Cavour”,”quella della fiera”, “all’estremità occidentale del borgo”. Cavour aveva quasi 7000 abitanti.
“Tre sono le fiere che vi si fanno – continua il Casalis - la prima nel secondo martedì di maggio; l’altra nel dì 11 d’agosto; l’ultima nel secondo martedì di novembre”.
“Si fa pure un mercato del martedì di ogni settimana, e si mettono in vendita cereali d’ogni sorta, bestiame bovino, maiali, pollame, castagne, canapa, panni, tele, stoffe di varie sorta, scarpe, utensili per uso dell’agricoltura, ed in primavera anche pali di castagno atti a sostenere le viti.
“Concorrono a farne compra gli abitanti dei circonvicini paesi, e massimamente quelli delle valli del Po e del Pellice.
“Si usano gli antichi pesi e le antiche misure del Piemonte”.
Nella tesi di Architettura di Paola Michialino e Ugo Perassi, l’edificio viene così descritto:
“Ala Pubblica risalente alla prima metà dell’Ottocento destinata a mercato coperto ed a peso pubblico con casuali e slegati inserimenti di elementi di arredo.
“Parzialmente aperta sui quattro lati, con struttura a pilastri ed archi in muratura intonacata; tetto a capriate in legno e manto in lose”.
Nel 2007 parte della struttura è stata (non senza polemiche) adibita a bar.
Un’altra tettoia ad uso mercato, come già detto in altra sede, sorgeva in Piazza San Martino e fu demolita per far posto alle locali scuole medie statali.

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