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044 - Con Giolitti a Cavour, Leonino da Zara, ideatore nel 1909 del 1° aereoporto privato in Italia.


Leonino da Zara è una figura importante nella storia del volo in Italia. Su una ricerca a cura di Giorgio Evangelisti, si legge che nacque a Padova l’11 agosto 1888 da una ricca famiglia ebraica e che, dopo essere stato presidente dell’Auto Club Veneto, prese parte a diverse gare automobilistiche, conquistando qualche vittoria e diversi onorevoli piazzamenti battendo anche un record mondiale.

Sempre a caccia di emozioni, fu attratto dall’impresa di Louis Bléirot che attraversò la Manica in volo. L’aeroplano diventò così la sua nuova scommessa. Su terreni che gli appartenevano e a sue spese, il barone realizzò a Bovolenta uno dei primi aeroporti italiani e un hangar in legno per il ricovero dei veicoli.

Il 15 novembre 1909, in occasione dell’inaugurazione, inviò il seguente telegramma al Ministero della Real Casa:

 

“Inaugurando oggi campo sperimentale di aviazione,

il mio pensiero è rivolto a S.M. il Re che tanto

entusiasmo mostra per la causa della navigazione

aerea per la difesa della Patria.

Per il cortese tramite di V.E. mi sento il dovere

di mettere il campo di aviazione di Bovolenta a

disposizione di sua Maestà per quanto potesse tornare

di utilità alla flotta aerea del nostro Esercito”.  

 Frequentarono il campo di Bovolenta, fra gli altri: Gabriele d’Annunzio, S.A.R. il Duca di Genova, l’allora Tenente Umberto Savoia, il Generale Maurizio Mario Moris (fondatore dell’Aviazione militare italiana), S.E. Luigi Luzzatti (Presidente del Consiglio dei Ministri) e l’attrice brillante Dina Galli che all’epoca godeva di vasta fama e popolarità.

Nel 1911, in occasione della guerra italo-turca, con il patrocinio di S.E. Giolitti, fu il promotore e il direttore della grande sottoscrizione nazionale “Date ali alla Patria” contribuendo egli stesso a dare l’esempio versando ventimila lire (somma con cui si poteva comprare un aeroplano).

Ospite a Cavour dello stesso Giolitti, nel 1922, in occasione dell’80° compleanno dello statista, Leonino da Zara, su “L’Illustrazione Italiana” descrisse minuziosamente come scorreva la vita cavourese del grande uomo politico, soprattutto nell’amata casa di Via Plochiù, già appartenuta alla madre Enrichetta, cavourese di nascita:

 “… Casa semplice e modesta, tutta racchiusa da una cinta di mura.
Sembra un sogno claustrale, oltre il riposo e la corona di silenzio, dove la vita non arriva che attraverso una cortina di lontananza.
Dentro e sopra le mura una loggia porta i pampini al sole: e la casa è tutta come l’uomo, tranquilla, ordinata, accogliente di ombre e di tacere.
Lo immaginiamo, qui, nei momenti più tormentosi: sempre uguale nella sua vita e nei suoi metodi, trovare in un ambiente puro la dissoluzione lenta di tutte le vicende. Il mareggiar delle folle, l’affannarsi delle grida, le improvvise ventate di sfortuna, passano nel rombo della vita lontana, Roma, il mondo…
Qui il Presidente, nella chiostra delle sue mura, sogno claustrale, sapeva attendere, e i contrasti s’attutivano, e il gran rumore delle voci e delle violenze quasi perdeva eco e i segni di tempesta sparivano nell’opalino cielo, al di su della rocca, dove tutto è azzurro…”. 

                                                  Leonino da Zara

 

 

 

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