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042 - C'era una volta la "Banca di Cavour"


Fondata nel 1871 dai Sigg.ri Pasquale Bruno, Giovanni Bruno e Giovanni Ferreri “… per le occorrenze dei risparmiatori di un centro agricolo…al servizio delle limitate esigenze locali…”, la BANCA DI CAVOUR, nel 1922, risultava proprietà del dott. Maurizio Abate Daga, Presidente della Società, e del Rag. Geom. Maurizio Martina, amministratore della banca stessa.

La sede era a metà dell’attuale Via Roma.

Nel primo dopoguerra – spiega il Rag. Luigi Aserio, uno degli ultimi dipendenti della Banca – la BANCA DI CAVOUR si sviluppò notevolmente.
Nel 1946 venne aperta una filiale a Torino, nel 1947 un’altra a Bagnolo Piemonte e, nel 1949, una terza a Cavallermaggiore. Pertanto, nel 1951, con la trasformazione in “Società per Azioni”, si raggiunse l’assetto definitivo della Banca che diventò: BANCA DI CAVOUR Spa di Abate Daga e Martina, con sede in Cavour e filiali a Torino, Bagnolo Piemonte e Cavallermaggiore.
“Il 19 dicembre 1954 viene inaugurata la nuova sede di Cavour, in un immobile di proprietà della Banca stessa situato in via Giovanni Giolitti.
Il Presidente, Dott. Abate Daga, era anche titolare della vicina e omonima farmacia (già dei F.lli Bruno), mentre l’amministratore, il Rag. Martina, era pure proprietario della Banca di Savigliano.
“Nel 1953 muore il Rag. Martina e le sue proprietà, compresa la quota azionaria della Banca di Cavour, passano alla moglie e al figlio, Rag. Giulio, di anni ventidue.
“Quando, il 21/04/1956, anche il Dott. Abate Daga muore, l’amministrazione della BANCA DI CAVOUR passa definitivamente agli eredi Martina e, in particolare, ai loro uomini di fiducia: il Rag. Monasterolo e il Rag. Fruttero.
“Nel 1959, dopo la morte improvvisa del Rag. Giulio Martina, la BANCA DI CAVOUR Spa viene acquistata dal Comm. Altissimo, titolare della ditta “Altissimo Fari e Fanali Spa”. Nei primi anni sessanta viene aperta la nuova filiale di Rivoli, si costruisce la nuova sede della filiale di Bagnolo Piemonte e si amplia la sede della filiale di Torino, in piazza San Carlo ang. Via Alfieri, dove, al primo piano, nel salone dove si riunisce il consiglio di amministrazione della Banca, viene esposto il busto del Conte CAMILLO BENSO.
“Il baricentro della Banca si sposterà sempre di più verso Torino che diventerà Sede effettiva, mentre Cavour continuerà ad essere Sede nominale.
“Lo sviluppo industriale di quegli anni – continua il Rag. Aserio – accresce l’importanza di Torino e del Piemonte sul piano nazionale. Per questo motivo la banca MONTE DEI PASCHI DI SIENA, non possedendo alcun sportello nella nostra Regione, cerca di acquisire una banca locale per trasferirvi la propria operatività. La scelta cadrà sulla BANCA DI CAVOUR Spa e, nel mese di settembre 1966, in Piemonte arriveranno i nuovi amministratori nominati dalla banca toscana: il comm. Jappini, Presidente, e il Prof. Mancianti, Amministratore delegato. 
“Tutta l’operazione assumerà rilevanza ufficiale con la visita, nello stesso mese di settembre, del Provveditore del MONTE DEI PASCHI, Dott. Gandini, a tutte le filiali del Piemonte, Cavour compresa.
“Per alcuni anni la BANCA DI CAVOUR sarà gestita dalla nuova amministrazione. Nel frattempo la ragione sociale diventerà “BANCA DI CAVOUR affiliata al MONTE DEI PASCHI DI SIENA”, finchè, all’inizio degli anni settanta, tutte le filiali della BANCA DI CAVOUR saranno definitivamente trasformate in sportelli del MONTE DEI PASCHI DI SIENA”.
Sempre molto sensibile ai problemi e allo sviluppo della Comunità Cavourese, la BANCA DI CAVOUR sovente si prodigò con interventi a favore, per esempio, delle società sportive, del locale asilo infantile e dell’Abbazia di Santa Maria, contribuendo con altri enti al compimento dei grandiosi restauri del 1964, che finalmente ponevano fine al pericolo del crollo della millenaria chiesa.

Anche nella Sede di Cavour esisteva un busto del Conte Camillo Benso che, a fine attività della Banca, è stato recuperato e trasferito definitivamente nei locali degli uffici amministrativi del Comune di Cavour.   

(Fotografia di proprietà del Cav. Danilo Giuliano)

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