Procavour

14 - La Rocca di Cavour e la “LA LUNA CORICATA”


La luna coricata” è il titolo del libro scritto da Paola Geymonat D’Amore Alzani Editore) in cui compaiono alcune lettere di emigrati in Argentina ritrovate in un vecchio cofanetto e risalenti a fine 800.

In una di queste lettere indirizzata a una cugina, Maurizio parla della fatica ad accettare, fra le molte altre cose, anche la luna…sbagliata, della luna, cioè, che, vista da là, non ha la gobba a destra o a sinistra come la si vede normalmente da noi, ma in alto o in basso, come se fosse coricata: da qui il titolo del libro.
In un’altra di queste lettere invece, Juliette, da Colonia Alejandra, scrive alla sorella le sensazioni provate durante il lungo viaggio in mare:

“Cara sorella Catherine, è dall’America che vostra sorella vi scrive! Dopo tanti mesi dalla nostra partenza da casa, ora posso finalmente darvi nuove da tutti noi e ho veramente tante cose belle e brutte da raccontarvi…
“…è stato difficile per me che non ero mai uscita dalla Val Pellice, capire tutte l novità che incontravo, specialmente la grandezza. Si, perché tutto era grande e continua ad esserlo…
“Comincio col bastimento. Io mi immaginavo di vederlo davanti a me dondolante sull’acqua: avevo visto il disegno su un manifesto inchiodato a un platano…invece no, non dondolava, era fermo, nero, grande. Era alto, ma alto che si doveva alzare la testa e guardare molto in su per vedere dove finiva…
“Ora vi spiego il mare, anche se è difficile.
…Ecco, il mare è come un tumpi (piccolo specchio d’acqua più o meno profondo, ndr) del Chiamogna, ma più grosso, mille volte di più, che non vedi la fine né a destra, né a sinistra, né davanti. E quando sei partito, dopo un po’ neanche più dietro perché ormai la riva è lontana: allora lì ti accorgi che il bastimento dondola e prima non lo sentivi perché vedevi ancora un po’ di terra che adesso capisco perché la chiamano ferma.
“Sicuramente cara sorella, voi pensate che io esageri come al solito, e invece vi prego di credermi perché è proprio così, anzi, è ancora di più.
“Mi è venuto in mente un altro esempio migliore per spiegarvi il mare, anzi l’oceano che è più grande.
“Quando c’è la nebbia giù nella piana e dai Pons si vede come un enorme letto bianco e grigio senza confini, con la Rocca di Cavour che spunta un po’ in mezzo a tutto quel bianco che fa girare la testa a guardarlo. Ecco, l’oceano è un po’ così però è fatta d’acqua e la punta della Rocca può far pensare al bastimento che va…”

 

 

 

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